sabato 6 febbraio 2016

Pomodorino - "prezzi pazzi"

Arance per terra, con prezzi in campagna fra i 5 e i 7 centesimi al chilo, rivenduti a 3,50 euro al chilo a Milano.
Carciofi non raccolti, venduti in campagna fra i 2 e i 3 centesimi di euro a capolini, rivenduti a 1,00 euro al capolino.
Oggi è la volta del pomodorino di Pachino, che nonostante l'IGP conquistata con difficoltà, viene acquistato in campagna allo scandaloso prezzo di 0,20 €/kg, ma rivenduto a Milano a 6,50 €/kg, e a Roma fra i 5,00 e i 5,50 €/kg.
Ancora una volta viene effettuato, tutto a discapito dei produttori, l'ennesimo "gioco al rialzo folle", che porta alle stelle il prezzo alla vendita, mortificando i volumi di vendita stessi, e annullando ogni possibile sopravvivenza dei produttori.

E questa storia va avanti da troppo, troppo tempo!

La cottura "passiva"

Qualche giorno fa in radio ho ascoltato la pratica della "cottura passiva", che consente di cucinare a fuochi spenti.
Questo tipo di cottura consiste nel portare, ad esempio per la pasta, ad ebollizione l'acqua nella pentola, gettarvi la pasta e spegnere il fuoco dopo due minuti esatti, chiudendo però la pentola con il coperchio.
A questo punto si lascia la pasta per gli stessi minuti previsti per la cottura "con fuoco", ed infine si scola.
Secondo alcuni ricercatori la pasta, che risulta cotta ugualmente come fosse stata cucinata "con fuoco", avrebbe un sapore addirittura migliore perchè si eviterebbe la dispersione dell'amido e del glutine (questa cosa è da verificare), e nel contempo si risparmia sul gas.

Questa operazione riprodotta tutte le volte che si cucina la pasta ... consentirebbe anche un risparmio nel consumo del gas, e quindi una riduzione della bolletta.

Proverò oggi stesso ...

"App" per GIS

Da oggi descrivo una serie di applicazioni per smartphone e tablet per il GIS.
Certo è che ciò che possiamo fare con i software che vengono realizzati per i personal computer non possiamo farlo, almeno per adesso, con queste applicazioni.
L'applicazione che segnalo questa mattina è SuperSurv Lite --GIS App, scaricabile da qui:
A questa versione "lite" si affianca una versione a pagamento che consente, ovviamente, funzioni maggiori.

venerdì 5 febbraio 2016

Siccità


Continua a permanere lo stato di siccità.
Ormai non piove da oltre tre mesi, e anche per la prossima settimana non sono previste piogge.
A rischio i seminativi, e parlo per tutte le colture; l'assenza di piogge in molte contrade ha fatto abortire le giovani piantine, e a rischio non sono solo i campi di frumento, ma anche tutti i campi utilizzati per foraggio.
Molti i casi in cui gli agricoltori hanno ripreso ad irrigare già a gennaio.
Certo che nel caso delle arance "piove sul bagnato".

E ... oggi pomeriggio ... scrivo su un altro "simpatico" aneddoto di compravendita arance ...


"App" per segnalazioni

Segnalo questa "app" per tablet e smartphone: Comuni sul Web
https://play.google.com/store/apps/details?id=systemgvp.comunisulweb.app
Tramite questa applicazione si possono segnalare ai comuni eventuali problematiche, aggiungendo la foto e la georeferenziazione.

giovedì 4 febbraio 2016

Arance: novità da Agrapress

Riporto in "copia/incolla" un comunicato stampa ricevuto da AGRAPRESS.

(agra press) - "migliaia di tonnellate di agrumi sono pronte ad invadere l'europa e l'italia. infatti i quantitativi di prodotti turchi destinati alla russia, dove resiste l'embargo, finiranno, gioco forza, con l'arrivare sui banconi dei nostri mercati", avverte la cia-agricoltori italiani. la turchia - ricorda la confederazione - "vendeva alla russia agrumi per un valore di oltre 265 milioni di euro. si tratta di una quantita' enorme di prodotto che, stante l'embargo, verra' dirottato nel mercato europeo e, a cascata, buona parte di questo finira' con l'inondare il nostro mercato interno, gia' fortemente minato da una grave crisi dei prezzi all'origine. una situazione allarmante che andrebbe a gravare su una bilancia commerciale del comparto gia' 'in profondo rosso'". "questa dinamica generata dalla vicenda dell'embargo russo - fa notare la cia -  porterebbe lo sbilancio a superare i 250 milioni di euro. infatti nei primi dieci mesi del 2015 l'italia ha esportato circa 136 milioni di agrumi, acquistando dall'estero il prodotto per poco meno di 328 milioni di euro, per un saldo negativo di 192 milioni di euro". "tutto cio' si tradurra' - continua la cia - in migliaia di tonnellate di prodotto, una sorta di tsunami di arance e mandarini turchi che, a prezzi risibili, falseranno le contrattazioni commerciali, mettendo i produttori italiani in una posizione di grande debolezza, sia sul mercato interno che per l'export". la cia rivolge alle istituzioni un "appello vibrante" affinche' "adottino tutte le misure, anche diplomatiche, necessarie per governare questa situazione incandescente". sulla crisi agrumicola la cia-agricoltori italiani chiedera' "un incontro urgente al ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per valutare anche la possibilita' di esercitare le misure di salvaguardia commerciale messe a disposizione dall'unione europea, al fine di evitare che gli agrumi dei produttori italiani finiscano al macero e migliaia di aziende, tutte concentrate nel meridione del nostra paese, vadano in default".

Arance: botta e risposta

Oggi pubblico, in "copia/incolla" l'articolo di Italia Fruit sulla trasmissione di Linea Verde sugli agrumi, e la risposta del Distretto Agrumi di Sicilia.
E la foto ... è delle solite arance cadute a terra ...

Italia Fruit del 2 febbraio 2016
http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/33631/sopralerighe/agrumi-siciliani-galeotta-fu-la-regia-di-rai-1

Agrumi siciliani, galeotta fu la regia di Rai 1
Gol sbagliato, gol subito. Avere spazio durante una trasmissione seguitissima come “Linea Verde” su Rai 1 la domenica mattina, quando le famiglie italiane stanno per riunirsi a tavola, è una grande occasione per dire “la propria”.

Ma usare questa grande visibilità per comunicare il messaggio sbagliato è un clamoroso autogol. Un po’ quello che – dispiace dirlo – è successo domenica scorsa nella puntata dedicata agli agrumi siciliani. Il programma inizia infatti con una passeggiata del conduttore della trasmissione, Patrizio Roversi, e della presidente del Distretto degli Agrumi, Federica Argentati, tra le bancarelle del mercato di Catania.

Fino a quando l’inquadratura resta "un campo lungo", tutto bene; quando però si arriva al primo piano arrivano anche le note dolenti: “Tarocchi 0,33 euro il kg” è il prezzo per le arance rosse di pezzatura medio-piccola. Qualche sequenza dopo, va anche peggio: “Tarocchi dolcissimi 0,25 euro il kg”. Da notare che si tratta di arance di grossa pezzatura e, addirittura, con foglia.

Poi, ancora, arance bionde Navel a 0,33 euro il kg e pure un imprevisto: i due si trovano di fronte a una offerta (in Sicilia!) di arance spagnole, provenienti da Murcia. E via di zoomata.
Si finisce con l’ennesimo cartello a 0,33 centesimi di euro per un chilo di tarocchini (nella foto sopra). 

“Pigmentati, piccolini, ma buoni uguale, anzi ottimi", spiega Argentati, che prosegue: “Non si capisce perché soprattutto la grande distribuzione italiana li prezzi in maniera veramente incomprensibile”. Come se quello che abbiamo appena visto fosse, invece, comprensibile.

E qui ci sta un riassunto del messaggio recepito dal consumatore in meno di tre minuti di trasmissione: un chilo di arance siciliane, anche di grosso calibro, può essere acquistato con 0,25-0,33 centesimi di euro; si può spendere ancora meno scegliendo il prodotto spagnolo (che vendono anche nella patria degli agrumi italiani, in Sicilia!) o entrando al supermercato.

Insomma, è chiaro che non si può incolpare la presidente del Distretto degli Agrumi, che non avrà potuto rivedere i filmati o controllare l’operatore delle riprese, ma – per comunicare in modo corretto il valore dei prodotti ortofrutticoli - serve maggiore scaltrezza. Non lasciamo, è il caso di dirlo, la "regia" in mano esclusivamente a chi non conosce il nostro mondo, altrimenti il grande lavoro che tentiamo di fare per valorizzare il prodotto alla vendita rischia di andare completamente perso. 

Raffaella Quadretti

Replica del Distretto Agrumi di Sicilia
“Noi che rappresentiamo la filiera del Distretto Agrumi di Sicilia non vogliamo essere “scaltri”, vogliamo solo essere onesti, spiegando ai consumatori, per il tramite della tv di Stato – strumento di comunicazione rivolto al grande pubblico, non certo testata di settore – come funziona la filiera siciliana degli agrumi, le sue eccellenze, le criticità del sistema.

Un’operazione lineare, di corretta informazione e divulgazione alla platea televisiva, non certo pilotata a monte (per esempio nella selezione delle immagini in post-produzione) anche solo per provare a orientare le scelte dei consumatori.

Per questo – insieme alla discutibile metafora calcistica, che semmai ci conferma di aver centrato l’obiettivo - troviamo assai fuori luogo l’ironia di IFN sul prezzo delle arance nelle bancarelle del principale e storico mercato di Catania, dove gli agrumi arrivano in enormi quantitativi, ogni mattina, praticamente a KM 0.

Accade così anche a Treviso: il radicchio trevigiano costa assai meno che a Catania, dove incidono i costi di tutta una filiera che dal Veneto lo trasporta in Sicilia. 

Sicché ci vediamo costretti a ricordare a IFN che Catania è la provincia siciliana che esprime la maggiore percentuale di ettari coltivati ad agrumi (arance rosse in particolare) in una regione che è la più agrumetata d’Italia.

A Catania, insomma, le arance le abbiamo sotto casa! E ogni mattina arrivano in città (nei mercati o a bordo delle “Ape Car” anche ai margini delle strade) su bancarelle di fortuna, senza lavorazione, imballaggio, certificazioni e con costi irrisori di trasporto.

L’occhio attento di IFN – e dei telespettatori - avrà anche notato nelle riprese fatte al mercato l’assenza di etichette “regolamentari” (figuriamoci i codici a barre) sostituiti da rudimentali cartoncini “faidate”, scritti a mano libera dagli improvvisati rivenditori che indicano i prezzi del giorno a un consumatore, il catanese, che trova arance in tutti gli angoli della citta! Vedere per credere.

Senza contare che, purtroppo, in moltissimi casi si tratta di merce di illecita provenienza: più volte il Distretto ha denunciato lo stato di insicurezza degli agrumeti, oggetto di vere e proprie razzie.

Per tornare alle ragioni del nostro intervento a Linea Verde, ricordiamo che gli obiettivi – centrati, vorremmo tranquillizzarvi – erano due: informare il consumatore italiano di quali costi incidono sul prezzo finale degli agrumi siciliani che, con giustificato orgoglio, desidera portare sulla propria tavola.

Un prodotto coltivato con passione da generazioni di agrumicoltori, nel rispetto dei cicli della natura, dell’ambiente e del paesaggio di cui arance, limoni e mandarini sono testimonial da secoli. Un prodotto che, perché arrivi nei mercati del centro e nord Italia, necessita di numerosi passaggi (raccolta, selezione, imballaggio, certificazione, carichi fiscali e trasporto) su cui incide (anche) la marginalità geografica della Sicilia, cosa che, volendo, è anche la sua fortuna, a giudicare dalla grandissima biodiversità che la nostra isola riesce a esprimere in termini di produzioni d’eccellenza Dop, Igp e bio.

Secondo obiettivo del Distretto, anche questo centrato – nei prossimi giorni le istituzioni regionali preposte affronteranno il tema – quello di promuovere una campagna di comunicazione per aiutare il consumatore italiano nella scelta degli agrumi: anche le arance di piccolo calibro, e i siciliani lo sanno da sempre, sono buone come quelle grandi.

Ma il consumatore sui banchi vendita spesso sceglie solo quelle grandi, sicché una consistente quota di produzione viene snobbata e neanche raccolta. Un vero e proprio spreco. Di più: un insulto alla generosità della Natura, cui non possiamo certo imporre le dimensioni decise a tavolino.

Presidente Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia
Dott.ssa Federica Argentati

ICE Internazionalizzazione agroalimentare

Segnalo l’evento formativo del 16 e 17 Febbraio a Catania, organizzata da ICE – Agenzia e rivolto alle aziende agroalimentari siciliane volte all’internazionalizzazione.

L’evento (dal titolo OLTRE L’EXPO: l’agroalimentare siciliano) è organizzato in collaborazione con ANCISicilia, a garanzia di una sensibilizzazione estesa del territorio sul tema dell’Export, fondamentale driver di sviluppo dell’economia  siciliana, in particolare di quella agroalimentare.

L’incontro si articolerà in due giornate formative basate su temi fondamentali per l’internazionalizzazione d’impresa quali: comunicazione, packaging ed etichettatura dei prodotti, web marketing, e-commerce e certificazioni oggi particolarmente richieste quali biologico, halal, kosher.   

- 16 febbraio (9.30 – 17.00) , sessione plenaria e focus group di approfondimento
- 17 febbraio (a partire dalle 9.00), assistenza personalizzata con esperti di internazionalizzazione della faculty ICE.


mercoledì 3 febbraio 2016

I Carciofi ... con le arance ...

Arance a terra, agrumicoltori disperati.
Ma con i carciofi non si scherza nemmeno ...
Qualche giorno parlando con un agricoltore che ha coltivato carciofi mi ha riferito che le quotazioni di vendita dei capolini oscillano fra 2 e 3 centesimi di euro al capolino.
E come si spiega che, poi, vengono venduti a 0,80 - 1,00 €/kg???

Se non si "mette mano" ad un sistema di sorveglianza dei prezzi, che garantisca una equa distribuzione dei ricavi ... il sistema imploderà ... e poi gli stessi che oggi non consentono l'equa distribuzione dei ricavi, fornendo agli agricoltori il giusto prezzo saranno i primi a chiudere ...


Luoghi incantati

In tutto il mondo esistono "luoghi incantati", luoghi in cui ognuno di noi avvolge alcuni misteri ed alcune emozioni che lo hanno colpito.
Ed in questi luoghi spesso ci si rifugia, insieme ai ricordi.
Ad Acireale un pò tutti abbiamo avuto quale "luogo incantato" Santa Maria La Scala, una piccolissima frazione marinara, col suo mare "a portata di mano", con il suo piccolissimo porticciolo, con "la grotta", insomma con piccoli "ricordi incastonati nella memoria".
E qualche giorno fa passeggiandovi di sera con mia moglie e mia figlia, ed alcuni amici, mi sono venute in mente le "scorribande" che da ragazzini facevamo con i motorini, o le granite di limone che mangiavamo dalla "lurda", o alcune cenette alla "grotta" ...
Ho avuto la fortuna di passeggiare nel lungomare dopo la sistemazione appena completata da parte dell'Amministrazione comunale.
Desidero fare un ringraziamento al sindaco ing. Roberto Barbagallo.
Ho fatto diverse foto che pubblico qui sotto.

martedì 2 febbraio 2016

Sulle importazioni di olio dalla Tunisia

Qualche giorno fa un mio amico mi ha mandato una email con scritto "cosa ne pensi delle importazioni dell'olio tunisino?"
Innanzi tutto vorrei capire come mai l'Unione Europea fa accordi tali da far "entrare" solo produzioni mediterranee, in concorrenza con le nostre produzioni; e lo abbiamo visto con le arance, i pomodori, ecc.
Mai una volta che gli accordi vengono fatti per far "entrare" produzioni di tipo continentale, ovvero quelle che vengono coltivate in Germania, Francia ... e quindi non si capisce perchè dopo l'Italia a due velocità, c'è anche l'Europa a due velocità, o se preferite di serie "A" e di serie "B".

La risposta, invece, che ho dato è stata che ho già scritto su questo argomento, e precisamente quattro post dal 21 settembre scorso.

Per i più "pigri", riporto in copi/incolla il testo del secondo post:

La notizia che ho riportato ieri è tremendamente dannosa.
L'anno scorso per l'olivicoltura isolana è stata una annata terribile, con una produzione quasi azzerata, e quest'anno si prevedeva una buona annata, in considerazione della "carica" e delle buone "pezzature", accompagnate da qualità organolettiche delle olive eccellenti.
Eppure l'Unione Europea ci fa "questo regalo" in nome di "solidarietà dell'UE con la Tunisia", e di "proteggere l'economia tunisina".
Leggiamo inoltre che "È uno sforzo concreto a favore di uno dei settori economici più importanti del paese e mira a creare più posti di lavoro per i cittadini tunisini".

Ma mi domando:
1 - che succederà al prezzo delle olive e dell'olio siciliano, con l'arrivo di questo massiccio contingente tunisino?
2 - che succederà nei campi?
3 - e perchè mai aiutare il popolo tunisino (con tutto il rispetto delle problematiche insorte), quando prima ancora parrebbe appena il caso di aiutare quello italiano?
4 - che necessità c'era di ratificare questa decisione nell'approssimarsi della raccolta delle olive?
5 - chi, ribadisco chi, si avvantaggerà di questa decisione?
6 - e chi risarcirà gli olivicoltori italiani del "contraccolpo" scaturente da questa importazione di olio senza dazi?
7 - e secondo quale principio di equità, anche fiscale, l'Unione Europea continua a far entrare prodotti nel proprio territorio in concorrenza sleale, tutto a svantaggio e danno degli agricoltori "mediterranei"?
8 - e ... come mai ... l'Unione Europea non fa i medesimi accordi per latte, carne, patate ... insomma tutte quelle produzioni da nord Europa ... tipiche di Germania, Francia ed anche Inghilterra?

Sui fabbricati rurali

Girando per le campagne troviamo decine e decine di casolari abbandonati, semi distrutti, vandalizzati.
Un patrimonio edilizio rurale che si "perde" giorno dopo giorno.
E molti altri casolari sono stati distrutti dopo la vergognosa imposizione dell'IMU.
Ci sono casette, case, palmenti, cantine, piccoli borghi che hanno segnato la storia del territorio, del paesaggio.
Altri casolari sono diventati ricovero per "mandrie" più o meno autorizzare ... e il territorio si spopola delle sue storiche ricchezze.
Certo è che senza redditi, e con la razzia delinquenziale non viene la voglia a nessuno di sistemare questi immobili e di andarci a vivere nuovamente.



lunedì 1 febbraio 2016

Arance: il paradosso, 8° puntata

Oggi altra "storiella" anche questa da un agrumicoltore avvilito.
Un operatore commerciale acquista l'intera produzione dal suo fondo; totale vagoni 30, prezzo pattuito dopo grandi liti 25 centesimi al chilo.
Quindi l'agrumicoltore sa che può contare su di un incasso di 75.000,00 euro.
L'acconto che viene versato è pari a 15.000,00 euro.
Inizia a metà dicembre la raccolta (e non si capisce come e perchè visto che tutti dicono "non abbiamo dove mandare le arance"), ed il produttore chiede gli assegni a saldo e l'operatore commerciale intanto temporeggia e continua a raccogliere quasi metà della produzione, poi dice che le condizioni sono cambiate e che con quella cifra deve raccogliere l'intera produzione, ovvero ben 30 vagoni che, a questo punto, da 25 centesimi al chilo ... vanno a 5 centesimi al chilo ...
A nulla valgono le proteste dell'agrumicoltore che minaccia di rivolgersi all'avvocato sventolando il contratto (così mi ha riferito).
L'operatore commerciale a questo punto lascia la raccolta, ma non perchè è spaventato dell'azione legale, ma perchè ha raccolto ben 15/17 vagoni di arance al modico prezzo di 15.000,00 euro ... ovvero a circa 10 centesimi di euro al chilo.

A questo punto scatta l'azione legale: telegrammi, perizia con la stima della produzione rimasta non raccolta e stima della produzione caduta ... insomma ... un'altra storiella che altro non fa che far comprendere che "si naviga a vista", anche perchè l'attività giudiziaria vedrà la fine almeno fra cinque/dieci anni ...

Avrei altre "storielle" arrivate per email, raccontate al telefono da agrumicoltori, da colleghi agronomi, e credo che quanto raccontato fin qui possa bastare non solo a far vergognare tutti su quanto accade, ma soprattutto a far capire che questo comparto, con frutti altamente deperibili, certamente non è normato nella fase della vendita così come dovrebbe, e ciò al solo fine di tutelare gli agricoltori sia riguardo i prezzi di collocamento del prodotto, ma soprattutto riguardo alla certezza e garanzia dei pagamenti. Altro che "art. 62"!!!

I nuovi premi PAC

Dal 2015 siamo in regime di nuova PAC, con tutte le problematiche connesse ai pagamenti ed ai fascicoli aziendali.
In molti mi hanno chiesto come si calcolano i nuovi "titoli" delle proprie aziende.
Ecco come fare in modo semplice il conteggio:
1) collegarsi al sito del SIAN alla sezione "Consultazione Pubblica Registro Titoli Pac 2015 - 2020" cliccando qui;
2) inserire il proprio CUAA (Codice Unico di identificazione Azienda Agricola), che corrisponde al Codice Fiscale, o alla Partita IVA, e premere invio;
3) il sistema restituisce il numero di titoli complessivi, l'importo di riferimento per il 2014, e poi gli importi di riferimento dal 2015 fino al 2019.
Questi importi non sono comprensivi del greening.
4) per calcolare il greening bisogna aggiungere all'incirca il 50% al premio fissato nei vari anni.

Mediamente la riduzione del premio annuo è dell'8-12% già a partire dal 2015, e fino al 2019, quindi, il premio PAC andrà diminuendo per tutti.

Ancora siccità

Una vasta area di alta pressione staziona sull'area del mediterraneo centrale; pertanto continua ad esserci bel tempo (non per gli agricoltori), e continua a non piovere.
Il meteogramma previsionale fino a sabato indica temperature diurne ben al di sopra delle media stagionale, con giornate assolate.
Zero piogge. Ormai sono tre mesi pieni che non piove, e non ha piovuto nei mesi in cui statisticamente piove di più.
E l'allarme siccità rimane alto; nelle campagne si irriga ... con i costi che tutti ben conosciamo.



domenica 31 gennaio 2016

Arance: il paradosso, 7° puntata

L'Agrumigel, con proprio comunicato, informa che da domani 1° febbraio non ritirerà più arance da  trasformare, ponendo addirittura in cassa integrazione gli operai.
Nel comunicato questa decisione viene motivata così "per far valere i diritti di chi per una anno lavora il proprio agrumeto per poi ottenerne il sostentamento per la propria famiglia".

Si comprende la provocazione, ma non si comprende affatto che per aiutare gli agrumicoltori ... anzichè trasformare il prodotto in succo, anzichè innalzare il prezzo di conferimento, come avviene "stranamente" nelle annate di poco produzione, che si fa?   Si chiude ...
Ognuno, per carità, è libero di gestire come crede la propria attività.
Personalmente non condivido questa scelta, ma ovviamente ognuno "a casa propria" fa quello che ritiene più opportuno, prendendosi ogni responsabilità, non solo economica, ma sociale e morale.


Arance: il paradosso, 6° puntata

Mentre imperversa una crisi agrumicola devastante, ecco che mi viene segnalata da Myfruit (http://www.myfruit.it/) su Twitter una spremuta di arance greche in provincia di Viterbo!!!

Il "bello" è che ... la spremuta costa "appena " 3 euro ... e le arance cadono, o "bene che vada" vengono vendute a 5 centesimi ...





Il calendario ambientale 2017

A fine anno ho pubblicato il Calendario Ambientale, reperibile a questo link: http://corvigo.blogspot.it/2015/12/il-calendario-ambientale_28.html

Adesso stiamo preparando il Calendario Ambientale 2017, che conterrà anche filmati di Boschi della Sicilia: ogni mese un bosco da guardare ...
Seguite le attività su

Primo appuntamento operativo l'11 marzo alle ore 15.00 all'orto Botanico di Catania, dove interverranno:
Prof. Francesco Maria Raimondo - Università degli Studi di Palermo 
Prof. Giuseppe Giami - Presidente Comitato Promotore per il Parco dei Peloritani 
Prof. Vincenzo Piccione - Università degli Studi di Catania 
Dott.ssa Lina Liuzzo - Archeologa 
Prof.ssa Daniela Romano - Università degli Studi di Catania 
Ing. Gabriel Versaci - CEO Studio Labing S.r.l.s.  

Io, nella qualità di Presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Catania farò le conclusioni.

sabato 30 gennaio 2016

Arance: il paradosso, 5° puntata

Altra vicenda ... vergognosa ...
Un altro operatore commerciale conclude una trattativa "a peso" a metà novembre, definendo la raccolta "a scendialbero" al prezzo di € 0,28/kg, per un quantitativo di arance tarocco da clone nucellare di circa 15-16 vagoni. Incasso stimato dal produttore, quindi, circa 45.000 euro.
A causa dei ritardi di maturazione, però, la raccolta che normalmente avviene fra l'8 dicembre e Natale, viene spostata ai primi giorni di gennaio; poi dopo la befana, poi ancora di una settimana, e l'operatore commerciale tranquillizza (1il 12 gennaio) il produttore sia della tenuta del prezzo, che della raccolta, che sarebbe dovuta avvenire a partire dal 18 gennaio, senza sosta.
Il 14 gennaio, però, l'operatore commerciale informa che non può raccogliere se non al prezzo complessivo di € 15.000,00, con una perdita netta per il produttore, quindi, di "appena" € 30.000,00.
E alle rimostranze del produttore l'operatore commerciale risponde "la vendita a peso è una vendita indicativa".

Lo stesso operatore commerciale, però, dimentica che ... l'anno scorso e tre anni fa (annate di scarica) fu lui stesso a raccogliere anche le "palline" a 50 centesimi di euro al chilo, "palline" che mai e poi mai qualcuno avrebbe degnato di uno sguardo.

Nel frattempo le arance cadono ...

E le "porcherie"e le scorrettezze commerciali non finiscono qui.
Domani altra "storiella" ....

POS per i professionisti

Ci hanno tentato da diversi anni e non ci sono riusciti.
Adesso, invece, il POS per i professionisti diventa obbligatorio.
Al comma 900 dell'art. 1 della Legge di Stabilità 2016 è stata inserita la sanzione per chi non si adegua all'obbligo del POS, che dovrebbe essere in vigore già dal 30 giugno 2014.
Nei prossimi giorni leggeremo il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che indicherà le esatte sanzioni e le modalità di applicazione.
Sull'obbligo del pagamento delle parcelle professionali con carte di credito o carte di debito ... francamente ... mi sembra che il Legislatore sia davvero distante dalla realtà.
Infatti la maggior parte delle parcelle, oltre che con assegni, viene effettuata anche con bonifici bancari.