mercoledì 15 maggio 2013

Cenere dell'Etna: un grido di dolore

"Prelevo" da Facebook un post pubblicato dall'ing. Agostino Pennisi e pubblico, condividendo appieno.

SONO PASSATI TRE MESI E...
Sono passati tre mesi dal primo grave evento parossistico dell'Etna che ha danneggiato le nostre aziende: era la notte tra il 18 e il 19 febbraio. La Prefettura, sollecitata da Confagricoltura, ha riunito l'Ispettorato Provinciale per l'Agricoltura (IPA), i Sindaci dei Comuni danneggiati e le organizzazioni dei produttori attorno ad un tavolo lo scorso 7 maggio. Ancora ad oggi nessun sopralluogo è stato fatto nelle aziende.
Io mi chiedo: dato che nelle aziende - a tre mesi dall'evento - stiamo raccogliendo per scarto (col sistema "a scendialbero") il nostro prodotto, quali danni potrà constatare chi effettuerà i sopralluoghi?
Ed inoltre: i Sindaci dei Comuni danneggiati stanno svolgendo il loro ruolo politico di pressione nei confronti delle Autorità superiori al fine di fare dichiarare lo stato di calamità naturale?
Ed infine: gli assessori allo sviluppo economico si sono resi conto dei danni incalcolabili causati dall'Etna alle aziende ubicate nei loro territori amministrati?
Ed i Servizi di Protezione Civile hanno effettuato i monitoraggi di loro competenza? 
Non vorrei che quest'apparente inerzia corrisponda alla realtà dei fatti: se così fosse sarà difficile non pensare ad atti che mettano a repentaglio le responsabilità personali degli Amministratori.

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