giovedì 15 dicembre 2016

PSR Sicilia 2014/2020 - Misura 4.1 - note dolenti sul bando, 1° puntata

Ieri sera è stato pubblicato il Bando della Misura 4.1 del PSR Sicilia 2014/2020, così come ho già scritto nel precedente post.
E nonostante il bando fosse tanto atteso, e ci si lamentava dei ritardi della sua uscita, ecco che dobbiamo dire con estrema franchezza che il bando non era pronto per la sua pubblicazione; contiene, infatti, tantissime incongruenze e criticità, ma soprattutto sciocchezze (per dirla pulita) che non ci si aspettava.
E pazienza: vuol dire che riprendo con le note dolenti, evidentemente tanto care all'Amministrazione!

Da bando siccagno ... a bando settimino ...


Note dolenti

Innanzi tutto nel bando è indicata la data di inizio e fine della 1° sottofase:  dal 20/12/2016 e sino al 10/04/2017.
Non è indicata alcun'altra data per le altre sottofasi; quindi le aziende agricole non possono programmare i loro investimenti.
E oltre alla mancanza delle date delle altre sottofasi manca anche l'indicazione della dotazione finanziaria residua.
Infatti da una dotazione finanziaria complessiva di € 424.000.000,00 ne vengono messi a Bando solo 100 milioni, ma non è dato sapere quando e come potranno essere disponibili i residui 324.000.000,00.

E se guardiamo, invece, il Bando della Misura 121 del PSR Sicilia 2007/2013 ecco che ritroviamo le date (poi stravolte) delle quattro sottofasi.

E' arrivato Peter PAI

Un breve accenno, ma solo perchè ci ritornerò nei prossimi giorni, al PSA, il Piano di Sviluppo Aziendale, che ha sostituito il PAI.
Ebbene ... alla faccia della semplificazione, alla faccia del dettato dell'Unione Europea, recepito dal Governo Italiano con Agenda Digitale, alla faccia della dematerializzazione, ecco che il PSA è di appena, solo lui, 65 pagine.

E fosse solo questo ...
Andate a vedere il PSA: già all'apertura dà un errore in tutte le pagine in basso, nel così detto "piè di pagina", così come mostro in questa immagine ....

E fosse colo questo, come dicevo prima ... ma tanto ci voleva a fare un documento in excel, fra l'altro già in mano all'amministrazione dal tempo dei POR 2000/2006, con le celle di calcolo concatenate e bloccate?
Invece no!
La semplificazione, si fa per dire, è quella di fare i calcoli a mano, provocando errori di digitazione di ripetizione dei calcoli fatti a parte, e magari durante l'istruttoria, dopo anni, impazzire con i funzionari istruttori per ricordarsi quale formula sia stata utilizzata, e spiegare i dati ottenuti.

Siamo alle soglie del 2017 ... non al tempo degli amanuensi!

... domani continua ...

4 commenti:

  1. Alla faccia di tutti quelli che aspettavano, riponendo grande fiducia nella possibilità di rimettere in piedi aziende sull'orlo del collasso...

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  2. IPSE DIXIT
    “ 1) che senso avrebbe fare uscire un bando, [….]
    2) che senso avrebbe [….]
    3) che senso avrebbe [….]
    4) che senso avrebbe [….]
    5) che senso avrebbe [….]”
    Bene! Anzi MALE!.... hanno dato ragione alle “fughe di notizie”… egregio Dott. l’hanno pubblicato lo stessoooo.
    Sarà “settimino”, sarà “deficiente”, sarà pieno di “bugs” il dato di fatto è, che è stato pubblicato.
    Un’altra arma impropria nelle mani dei burocrati al servizio della politica.
    Qualche latifondista mi accusa di essere sempre polemico nei miei commenti, ma come potrei non esserlo???????

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    1. Ma quale fuga di notizie?
      Lo sapevano in moltissimi che lo avrebbero pubblicato prima di natale, me compreso.
      Almeno si inizia, cosi da dar qualche sovvenzione ai tecnici e agli studi professionali che tanto aspirano alla salvaguardia delle azienda agricole...
      Ah, no vero, sono i latifondisti quelli che hanno la colpa...
      Con osservanza.
      Antonio.

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    2. Gentilissimo sig. Antonio, sono un tecnico, ma non mi occupo di misure e sottomisure di PSR, ne tantomeno mi tremano i polsi all'uscita di un bando in campo agricolo. La mia scienza non si occupa di agricoltura ma di edilizia. L’agricoltura è la mia “passione” trasmessami geneticamente.
      In merito al suo saccarsmo le posso assicurare, con prova provata, che ogni centesimo dell’ onorario di un tecnico è giustamente guadagnato. Perché?!.... Perché mio caro il titolo di studio ed il sapere non si eredita ne tantomeno si assembla materia su materia sfruttando gli incentivi economici di Leggi ad hoc, o nella peggiore delle ipotesi lo si conferisce a chi ricicla crediti “honoris causa” da altre attività.
      Non ho nulla di personale nei confronti dei neo-latifondisti ne tantomeno nei suoi , mi guarderei di disquisire pubblicamente con un gentiluomo, non vorrei essere involontariamente offensivo nell’esporre le mie ragioni.
      La mia insofferenza emerge dal comportamento scellerato della politica, che in questi ultimi decenni ha legiferato in modo da facilitare la ricomposizione dei latifondi a scapito delle piccole e medie imprese, trascurando, vuoi per ignoranza vuoi per concussione, quello che la storia ci tramanda e insegna.
      Il latifondismo nella nostra regione ha portato solo arretratezza economica e cultura mafiosa.
      Nella speranza di una nuova “Riforma Agraria” cordialmente la saluto.

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