martedì 13 giugno 2017

Sulla crisi venezuelana, 9°

Durante la permanenza nell'isoletta di Los Roques, abbiamo toccato con mano la tranquillità di questi posti, con una mare spettacolare, ed una popolazione "all'antica", molto accogliente.
Con soli 5 dollari al giorno vivevamo in una casetta di pescatori, e avevamo una abbondante colazione, un pescatore che ci accompagnava nei vari isolotti e ne pomeriggio ci veniva a prendere.
Avevamo, sempre con i 5 dollari giornalieri, una borsa termica con panini e bibite di tutti i tipi.
Ma la sera era uno spettacolo: uno dei pescatori usciva nel piccolo porticciolo, camminava nella banchina di legno, si inginocchiava, entrava le mani in acqua e tirava su una aragosta; poi la portava dentro e la cucinava per noi. Se l'aragosta era piccolina, ne prendeva due: una a testa.
Siamo rimati così per diversi giorni, ed abbiamo girato quasi tutti gli isolotti ... un posto stupendo!



2 commenti:

  1. Sono ricordi misti ad emozioni che una persona si porterà sempre con sé Pensandoci li sto rivivendo anche io, provo empatia.
    Ho avuto la fortuna di andare diverse volte nei Paesi Latinoamericani e la gioia è davvero indescrivibile.
    Tralasciando i Caraibi e Cuba, passando da Puerto Rico, quello che mi ha più colpito è il Brasile e segnatamente la parte dell'equatore, Recife ecc.
    Che bello, le persone sono solari, vivono con poco, sono umili e ti trasmettono tanta, molta energia.
    Ma poi gli usi ed i costumi, diversi dai nostri, sono cose che non possono non affascinarti e ammaliarti.
    Lì ho anche "scoperto" il Guaranà, la cucina a base di pesce e il latte di cocco.

    Saluti
    Marco


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  2. Corrado, conosco bene quei luoghi perchè in quel periodo ci sono stato anche io è ho pressoché vissuto le stesse esperienze.
    Da anni spero di tornarci. Ho pure diversi cugini che mi aspettano.
    ciao Roberto Emma

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