sabato 7 aprile 2018

Le auto elettriche (la Norvegia fa scuola)

Qualche giorno fa ho scritto sull'enorme ritardo infrastrutturale che c'è in Italia, ed ancor peggio in Sicilia, riguardo le immatricolazioni di auto elettriche, anche a causa della mancanza di colonnine di rifornimento sparse sul territorio.
E nel frattempo in Norvegia un terzo delle nuove automobili sono elettriche: sì, una su tre!
Da noi, invece, il 57% delle automobili immatricolate sono diesel, il 32% a benzina, il 6% con alimentazione GPL ed il 3% a metano, e solo l'1,5% ibride.
Siamo ancora troppo indietro!
E la Norvegia quali incentivi ha messo in campo per convincere gli automobilisti a passare alle automobili elettriche?
Eccone alcuni:
- ricarica gratuita dalle colonnine
- parcheggio gratis
- uso delle corsie preferenziali 
- autostrade gratuite
- nessun costo accesso ai centri storici
- nessun costo dell'IVA per l'acquisto dell'auto (il 25%)
- nessuna sovrattassa, che invece hanno le altre auto
- traghetti gratuiti


1 commento:

  1. Egregio Dott., le piace vincere facile!!
    Ma mette a confronto la Norvegia con l'Italia??!
    Anni luce separano le due culture e di conseguenza i due paesi.
    Diciamo invece che le auto elettriche sono ancora fuori portata delle tasche di molti, e chi può permettersi di spendere certe cifre vuole vetture più performanti di certi "carrettini a batteria" che offre oggi il mercato.
    Si usi, per esempio, come parametro di sconto ai fini dell'acquisto, l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (isee), sino a max dimezzare il costo di acquisto. Se poi in aggiunta si adottano solo la metà degli incentivi che mette in atto la Norvegia, a mio avviso, entro un paio di anni il 57% del parco macchine in Italia sarà elettrico.
    Poi,i problemi seri saranno altri. Faccio notare che in Italia appena fa caldo e si accendono i climatizzatori nelle case, salta tutta la rete elettrica per sovraccarico. Si immagini cosa succederebbe con tutte le macchinine e i cellulari messi a caricare. Pertanto mi sembra più sensato prima pensare come produrre energia e dopo come dissiparla

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