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Sui succhi di arancia ... stranieri

Qualche settimana fa è stata riportata la notizia dell'obbligo di aumento della percentuale di succo di arancia dal 12% al 20% nelle bevande denominate "aranciate".
Alcuni hanno esultato per il risultato raggiunto, altri hanno chiesto "attenzione".
E concordo con chi ha chiesto "attenzione", poichè non essendo stato previsto l'obbligo di indicazione di provenienza delle arance utilizzate per la preparazione delle bevande potrebbe avvenire che quell'8% in più di succo provenga, al solito, da succo concentrato di origine sudamericana, generalmente importato dagli olandesi, attraverso il loro potentissimo porto di Rotterdam.
E' indispensabile, quindi, che venga imposta l'origine delle arance dalle quale viene estratto il succo, altrimenti altro non si è fatto che incrementare l'utilizzo di produzioni extracomunitarie, così come si vede bene in queste immagini, che nei giorni scorsi sono state riprese un pò in tutti i social network, dove una scritta in caratteri grandi "prodotto con amore in Italia" inganna il consumatore, anche se lo stesso produttore indicava (in caratteri piccoli) succo di arance del sud america.

Commenti

  1. Non ne fanno una giusta! Tutto avviene per favorire il raggiro della buona fede del consumatore: " prodotto con amore in Italia" e con tanto di fregio del tricolore. Cosa ne pensano i rappresentanti degli agricoltori?

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