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Quando ero militare, 4° puntata


Il trasferimento da Trapani a Catania ebbe una durata infinita, partiti alle ore 04.00 arrivammo a Catania alle 21.30, e arrivati al Distretto Militare in via Oberdan, nessuno sapeva del nostro arrivo.
Nessuno aveva avvisato, nessuno ci aspettava e non sapevano nemmeno dove farci dormire.
Così dopo una discussione con un maresciallo di turno, quest'ultimo ci disse di andare a dormire a casa e di ripresentarci l'indomani mattina alle ore 7.00.
Mio padre venne a prendermi e, dopo la notte passata a casa, l'indomani mattina mi riaccompagnò.
Quella mattina fu un va e vieni di rimproveri e di telefonate fra Catania, Trapani e Palermo, e con stupore di tutti noi ragazzi, che ci aspettavamo la destinazione finale indicata a Trapani, ci dissero che avremmo dovuto fare il CAR avanzato a Palermo e, quindi, ci fecero accompagnare alla stazione di Catania (a piedi)  e ci spedirono, a mò di pacco postale, a Palermo.
Non avevo mai fatto il percorso da Catania a Palermo in treno, e scoprii una Sicilia strana, diversa da quella che solitamente percorriamo in auto; per esempio lessi per la prima volta "Caltanissetta Xirbi"; Xirbi, un nome che mi è rimasto in testa per sempre.
Nel lungo tragitto, durato "appena" 6:45 ore, conobbi alcuni ragazzi, con i quali poi abbiamo trascorso il resto del militare, ma alcuni dei quali sono diventati miei amici, di quelli veri, per esempio Fabrizio Poidomani, al quale nel dicembre 1986 feci anche da testimone alle sue nozze.
Arrivammo alla stazione di Palermo alle ore 21:30 e ... anche qui nessuno sapeva del nostro arrivo, nessuno ci aspettava, nessuno, proprio nessuno.
Ci rivolgemmo alla Polizia, che via radio (altro che cellulari nel 1985) fece in modo che arrivasse una camionetta dell'Esercito.
Ci caricarono come delle mandrie, stipati quasi uno sull'altro e ci condussero alla Caserma Cascino, ai piedi di Monte Pellegrino.
Qui, in mezzo a mille difficoltà per accoglierci, verso le 23.30 ci "buttarono" in uno scantinato su dei materassi sporchi, pieni di polvere, e ci dissero di restare là per la notte e che l'indomani mattina avrebbero capito chi fossimo e che cosa dovevamo fare lì, perchè nessuno li aveva avvisati e che nessuno ci aspettava: non avevano nemmeno una lista di nominativi.




... continua ...

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