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Il PNRR - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (mah!)

Ho scaricato le "slide" del PNRR, e se da un lato mi viene da ridere, dall'altro lato sono molto preoccupato: se questo è ciò che è stato presentato all'Unione Europea ... siamo messi male, molto male.
Qui sotto ci sono tutte le slide e ... numeri, soldi, soldoni, ma in effetti .. cosa c'è per l'agricoltura tal quale?
La logistica, che per carità va molto migliorata, non c'entra un bel niente con la produzione agricola tal quale, e c sono 800 milioni di euro, nemmeno si sa come e a chi destinati.


Per la meccanizzazione ci sono 500 milioni di euro, ma altro non è che un rifinanziamento del bando ISI INAIL, quello che già c'è da alcuni anni, e viene rifinanziato già anno dopo anno. Quindi, niente di nuovo, ma solo soldi presi da qua e portati là.

Poi ci sono la bellezza di 1,2 miliardi di euro (leggasi 2.400 miliardi delle vecchie lire), una somma immensa, per i contratti di filiera; su questo punto le slide dicono poco o niente, ma prevedo già un "assalto alla diligenza" per una fetta di torta assai appetibile, per un intervento che dice tutto e dice niente.

Poi ci sono 880 milioni di euro per la "resilienza" (e ritorna con questo termine!!) del sistema irriguo e della gestione forestale sostenibile.
Anche qui poche, pochissime notizie, però si legge che di questi 880 milioni di euro 360 servono a finanziare progetti in itinere.

"Appena", 1,92 miliardi di euro per lo sviluppo del biometano e del biogas.


1,1 miliardi di euro sono destinati all'"Agro-voltaico", peraltro un nome che stride già nel pronunciarlo, per "strutture sospese".

Mah, resto veramente di stucco per questa immensa massa di denaro, suddivisa su tante cose, ma che di fatto nulla che arriva alle aziende agricole.
Non lo so come sia possibile scrivere un piano così, e per di più riuscire a farselo approvare.













 

Commenti

  1. Ed ecco parte della "granella spezzata" di cui parlavo in un commento su un post del 30 giugno scorso.......

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  2. mah, il bello è che fanno roboanti annunci, ma poi ... qui siamo senza acqua e soprattutto nessuno parla del problema cenere dell'etna

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