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Quando ero militare, 13° puntata (sottotitolo: Francesco Ferrara e gli anfibi volanti)

In caserma avevamo un commilitone di Adrano, che faceva sentire l'inflessione dialettale talmente tanto che a volte non riuscivamo nemmeno a capirlo.
Era un "buono", ma non lo si doveva far arrabbiare, perchè si stravolgeva in viso, cominciava ad urlare e nessuno lo capiva più.
Il suo sogno, confessò, era quello di guidare un TIR, un "tubbostar", come diceva lui, ma fino a quella data era riuscito a guidare solo un "tigrotto OM" rubato, ci disse.
Lo incontrai una decina di anni fa per caso ... e ... era alla guida di un TIR, quindi il suo sogno fu coronato.
Durante la notte, in caserma, c'era qualche volta chi disturbava o scherzava, ma si era sempre nei limiti della decenza, anzi debbo dire che quasi mai ci sono state delle liti aspre o fastidi tipici delle caserme, nè mai ci sono stati episodi di "nonnismo".
Una sera però, io e Francesco Ferrara abbiamo cominciato a ridere senza fine, perchè sentimmo dapprima un fruscio, seguito da un tonfo, e poi un altro, ed un altro ancora, ed ancora, seguiti da grida incomprensibili.
Inizialmente non capivamo cosa fosse, ma poi scoprimmo che il commilitone di Adrano, infastidito da due che scherzavano, ma che in realtà non disturbavano affatto, iniziò a lanciare gli anfibi, prima i suoi e poi quelli del suo vicino di branda.
Gli anfibi volanti scavalcavano le nostre teste e alcuni cadevano sulle brande, e quindi sulle persone, altri per terra ed un altro arrivò su di un armadietto. Quest'ultimo svegliò tutta la camerata e ... iniziò la lite con il commilitone adranita, che sbraitava.
Lui era solito dormire in un letto-larva, ovvero si autoavvolgeva a tal punto che sembrava la Mummia di Tutankhamun ... da Adrano.
A quel punto Francesco Ferrara, che rimase sempre "il paracadutista" da rispettare, iniziò a calmare gli animi, mentre rideva a crepapelle, e l'adranita riferiva che la colpa era solo di quelli che scherzavano, ribadendo a più riprese che era "ghieddu" che aveva iniziato, ovvero "quello", ma nel contempo si arrabbiava perchè vedeva Francesco ridere e gli chiedeva anche spiegazioni, e più faceva così e più Francesco ed io ridevamo, ma con le lacrime ...
La cosa andò avanti per un pò, fintanto che Francesco riportò tutti alla calma.
E in quella sera, ricordo pure, che quasi un terzo erano "in fuga", che in termine militare significa non avevano fatto rientro e dormivano beatamente a casa.
Molti, quindi, si sono persi gli anfibi volanti, che forse ispirarono Gheddafi, ma questa di Gheddafi la racconterò più avanti.

... domani continua ...

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