mercoledì 17 settembre 2008

beni demaniali

Ricevo dall'avv. Lina Arena e pubblico
Egr. On. GIUSEPPE SORBELLO
Assessore territorio e ambiente
Via Ugo La Malfa n. 169 PALERMO
All’attenzione dell’assessore in materia di tutela dei beni demaniali marittimi. Egregio onorevole, ho avuto modo di leggere ed apprezzare la diligenza con cui vengono curati gli interessi di tanti operatori commerciali che invece di impegnare capitali e lavoro su beni di loro pertinenza preferiscono investire sui beni DEMANIALI dove il controllo e l’intervento del privato è molto limitato o quasi inesistente. Formulo la superiore considerazione perché ho avuto modo di visionare le disposizioni recentemente date dall’assessoratoi competente in materia di proroga automatica delle concessioni in favore dei gestori di cantieri nautici, stabilimenti balneari e simili. Ritengo che siano state violate le disposizioni comunitarie in materia di tutela della concorrenza poiché il rinnovo ad amici ,conoscenti e precedenti gestori impedisce l’avvicendamento di operatori e blocca la concorrenza . Poiché l’operato delle Capitanerie di Porto, specie quella di Catania , non credo abbiano garantito il primario interesse protetto dei beni demaniali costieri e cioè l’interesse del cittadino a non trovarsi blindato da una cordata di potenti operatori economici e mi riferisco anche alle amicizie ed alle ingerenze di carattere politico, Le chiedo di visitare Catania ed in special modo il porticciolo di Ognina Porto Ulisse , il Porto di Catania e quello dell’Armisi per rendersi conto del tipo di intervento di cui abbisognano e cioè la scelta tra le attrezzature di ormeggio e attracco e la realizzazione di strutture edilizie gravanti sul terreno demaniale. Ad Ognina ad esempio, il suolo demaniale è quasi scomparso grazie agli interventi edilizi accordati dagli Uffici tecnici del Comune di Catania. Il tutto ovviamente viene autorizzato in nome dello sviluppo della nautica da diporto per cui non bastano i pontili e lo specchio acqueo ma occorre che venga invaso anche il suolo per dare la possibilità ai pirati o meglio ai bucanieri di Sicilia di realizzare punti vendita per alimenti e bevande sul suolo demaniale. Le pare giusto e corretto? Se la sua risposta è positiva le chiedo di rendersi promotore di una bella novità: faccia cambiare l’appellativo dell’isola TRINACRIA in quello di TORTUGA SECONDA ovvero isola dei pirati o dei bucanieri. Farà una bella figura e darà un nome vero ed autentico ad un’isola sfregiata e maltrattata da tempo da politicanti d’accatto. Grazie per quanto vorrà fare. Avv. Lina Arena

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