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venerdì 29 maggio 2009

L'ingorgo

Catania Da quando hanno chiuso la "stradina" che costeggiava a destra "gli archi della Marina", ogni giorno è un ingorgo continuo. Oggi per percorrere 735 metri (misurati con google earth) ho impiegato 45 minuti: 16 metri e 33 centimetri ogni minuto, ovvero circa 27 centimetri al secondo ... e lo stress della frizione ... Pare che ci prendano gusto! Consiglierei all'Autorità Portuale, per distrarsi un pò, di fare il METAFERT, ma anche di preparare una bella DIA ... e di presentarsi "accompagnati dai genitori"!

3 commenti:

  1. Forse hanno aperto un cantiere?

    Prima c'era una strada funzionante, ora ci vuole la domanda in carta bollata che si deve presentare prima al faro di Catania, per avere il lascia passare per giungere "gli archi della Marina"?
    E il caldo........... in quella scatola bollente, senza poter fuggire da nessuna parte...
    Evviva...... evviva..... la libertà!!!!!!!!!!

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  2. non hai avuto un sospetto? non hai pensato che la chiusura dell'arteria poteva avere una precuisa finalità? non sai che all'interno dell'edificio della Dogana si stanno eseguendo lavori di ristrutturazione? Sai oppur no che l'immobile è stato dato in concessione project financing? Lo sai oppur no che i concessionari appartengono alla genia dei capitalisti catanesi più in vista?Lo sai che la concessione è stata trasferita con metodi non certamente legittimi a due giovani ingegneri catanesi?La chiusura del'arteria quindi ha uno scopo: rendere invisibili o poco appariscenti i lavori che si svolgono al porto di Catania.

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  3. Molto più semplice!!!
    La strada che costeggia gli archi della marina é sul lato ovest la via Dusmet mentre sul lato est é area di competenza dell'Autorità Portuale (infatti la strada non reca alcun toponimo).
    Per tutta una serie di taciti accordi che si perdono nella notte dei tempi e ripetuti tira e molla tra il Comune e l'A.P., la strada senza nome é stata destinata alla viabilità cittadina. La strada senza nome é nota ai motociclisti e ciclisti per essere causa di rovinose cadute poiché le ruote si infilano nella sede incava delle vecchie rotaie in disuso della ferrovia.
    E qui i nodi arrivano al pettine: con delibera della prima giunta Bianco, l'Amministrazione Comunale si impegnava ad eliminare le rotaie in cambio dell'utilizzo formale della strada senza nome.
    Negli anni, le rotaie sono rimaste al loro posto ed i motociclisti si sono cimentati in cadute di qualsiasi ordine e tipo.
    I più hanno portato a casa i trofei delle loro cadute, altri hanno citato il Comune per i danni patiti. Il Comune, in barba all'accordo della giunta Bianco, ha rigirato le citazioni per danni dei motociclisti all'A.P. e qualche Giudice ha ritenuto di condannare quest'ultima al pagamento di detti danni.
    Il 27 aprile scorso, l'A.P. stanca delle continue chiamate in causa e dei patiti risarcimenti ha deciso di chiudere la transitabilità della strada sino a nuova decisione poiché essa é la vera ed unica proprietaria della strada senza nome.

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