lunedì 9 agosto 2010

La penna fatata 2

2008-03-21-15-15-26

La favola della penna fatata si era interrotta venerdì, ed oggi scrivo la 2° puntata.

Il Barone di Mocausi, abbandonato al suo destino, decise di ribellarsi, anzichè comprendere di aver sbagliato e chiedere scusa. Non appena ricaricato, mise in campo, quindi, tutte le sue conoscenze e sfornò una bella penna profumata, al fine di attirare penna veloce e carpirne i segreti del successo. Si armò della letale penna profumata e partì alla volta dei Palazzi Panormiti, per compiere il suo disegno, senza sapere che penna veloce era andata in ferie! Si mise al volante della sua potente autovettura e dopo nemmeno dieci metri venne fermato da una Gazzella della Polizia che, paletta alla mano, lo invitò a fermarsi per i controlli di rito. Il Barone di Mocausi, appena sceso, ritenendo che la Gazzella fosse un animale, cominciò a chiedere il rispetto delle norme del benessere degli animali, il durc, la dia, la visura camerale, e soprattutto volle vedere il bottone auricolare e la registrazione dell’animale all’ASL. L’Agente Scelto e l’Assistente Capo della Pattuglia di Polizia si videro investiti da tante e tali domande, dal profumo della penna, che si confusero, ed il Barone di Mocausi salì in auto, prese carta e penna e gli notificò una bella Raccomandata A.C. (Archiviazione Coatta), con la quale intimava il fermo amministrativo dell’auto, archiviandone l’uso perchè le UED (Uso Energetico Difforme) erano inferiori a quanto previsto. E si compiacque di ciò dicendo fra se e se: “la penna profumata funziona. Penna Veloce cadrà nelle mie mani e mi consegnerà la penna fatata, così potrò fare ritorno a Munchausen”. I due poliziotti, però, svaniti gli effetti della penna profumata, anch’essa realizzata senza tenere conto dei procedimenti Amministrativi, stracciarono la Raccomandata A.C. e condussero il Barone di Mocausi al supermercato più vicino propinandogli Buondì Motta a più non posso e Cipolla di Giarratana, fino a farlo svenire per overdose, e metterlo fuori uso; i due poliziotti, quindi, scapparono prima che il barone di Mocausi potesse compiere altri delitti “penniflui”, e gli sequestrarono la penna fatata ed anche l’auto, che circolava senza avere avuto la revisione! E nel frattempo il Barone di Mocausi decise di fare la portabilità della sua penna ad altro gestore, così che ad ogni UDE ricaricata gliene regalano un'altra senza scadenza ....

continua (forse) perchè mi sta piacendo la favola!

3 commenti:

  1. conosco il dialetto siciliano ma non lo amo. E sai perchè? Perchè ho in antipatia il grasso Camilleri.Mi è impossibile leggerlo. Mi appare costruito, falso, ipocrita.Non è sincero. Guadagna alle spalle dei poveri di spirito.E la Sellerio, detta e conosciuta come " la Zarina" da questo punto di vista è stata la sua fata Morgana.Ti consiglio di leggere un piccolo appunto redatto da Fabrizio Lentini dedicato alla Zarina e pubblicato su Repubblica del 7 agosto 2010 pag.XVII dell'inserto su Palermo.

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  2. massaro peppe9 agosto 2010 09:23

    visto che hai descritto perfettamente il modo di operare e di vivere del Barone della favola, il continuo a quando?

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  3. "ARCHIVIANDONE L'USO" ... semplicemente perfetto!

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