giovedì 11 novembre 2010

La sperimentazione

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L’anno scorso, o meglio a fine campagna agrumaria, ho “lanciato” la notizia, e quest’anno, ad inizio campagna agrumaria, mi sono messo in azione.
Parlo delle arance tarocco utilizzate come farmaco, ovvero quale attivatore di effetti collaterali importanti, oggi affidati essenzialmente ai farmaci, scoperti da me per caso, e fatti testare con successo ad alcuni amici.
Ieri mattina mi sono recato in Facoltà di Farmacia, nell’Istituto di Farmacologia, e abbiamo discusso della faccenda, o della vicenda, con il dott. prof. Renato Bernardini.
Alla fine della discussione si è deciso che utilizzeremo 10 “cavie umane” per il primo screening, che sarà propedeutico alla sperimentazione vera e propria con tanto di protocollo.
Alcune delle 10 cavie … le ho contattate ieri, altri li contatterò nei prossimi giorni.
La sperimentazione partirà a ridosso di Natale, o la prima settimana di Gennaio 2011, perchè dobbiamo attendere che i tarocchi abbiano un buon contenuto di antociani, per verificare se sono effettivamente  gli antociani la causa scatenante dell’effetto collaterale scoperto.
E … se la prova scientifica darà l’effetto sperato, vi assicuro che non ci saranno arance tarocco che basteranno … altro che l’innovazione millantata dal Filosofo di turno …

E stamattina la favola della lumaca non la continuo, perchè questa notizia mi sembra talmente seria da non mischiarla alle giuste lamentele, anche se in forma “fiabesca”.
La favola la continuerò domani … che compio 26 anni di laurea!

3 commenti:

  1. Sono disponibile come cavia, qualora le mie caratteristiche individuali siano compatibili con la sperimentazione.

    L' essere "rompiscatole", ad esempio, è indice di idoneità, o è controindicato?

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  2. Darai vita al VIGOTAROCCO? Passerai alla storia.

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  3. che il futuro del tarocco rosso non passi dalla conquista del mercato e della tavola dei consumatori stranieri mi lascia triste...è come ammettere che la situazione commerciale attuale non possa cambiare per il poverissimo agricoltore....il poverissimo agricoltore può solo sperare in un'ennesimo colpo di culo che il buon dio nel nostro frutto abbia messo un'altro pregio assieme ai tanti che già ha...maaah speriamo bene,e speriamo che l'agricoltore non muoia prima di aver intascato il primo assegno che deriverà da questa possibile scoperta,che sperimentazione e impiego industriale compreso ci vorrà almeno 3 anni!!!

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