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l'etna e la causa delle piogge

Oggi scrivo su una cosa che ho letto nel 2001, una pubblicazione di un ricercatore del CNR riguardante la correlazione fra l'emissione di cenere vulcanica e la modifica del clima nella zona circostante.
Questo ricercatore dimostrò che dopo una imponente emissione di cenere lavica, con arrivo delle particelle nella stratosfera, il clima della zona (per un raggio di circa 700 chilometri) cambia per circa cinque-sei anni.
In particolare: le particelle fini rimangono sospese a lungo e fanno sì che i raggi solari vengano filtrati e la zona sottostante abbia una insolazione minore. Ciò comporta una modifica nell'umidità dell'aria e della temperatura in una vasta area. Ecco perchè all'arrivo di aria umida o a temperatura diversa avvengono precipitazioni imponenti, ed ecco perchè in quella zona le estati sono più fresche.
Rapportiamo adesso queste informazioni, scritte in poche righe, a ciò che è avvenuto qui da noi con l'Etna.
Nell'ottobre 2002 ci fu una eruzione, con imponente emissione di cenere lavica, che durò fino ai primi giormi di gennaio 2003. Non appena terminò cominciò a piovere tantissimo.
Da quella data le precipitazioni sono state abbondantissime. E non solo nel 2003, ma anche negli anni a seguire, e fino a quest'anno, anche perchè le emissioni di cenere si sono ripetute quasi ogni anno. Nel corso del 2011 e del 2012, poi, queste emissioni sono state continue e, quindi, si sono verificate le condizioni descritte da quel ricercatore del CNR.
Come descritto in quella pubblicazione, inoltre, le estati risultano essere più miti proprio a causa dell'effetto che lo strato di cenere fa sui raggi solari. Ed in effetti chi può smentire che l'anno scorso in Sicilia l'estate sia stata fresca al contrario di una intera Italia soffocata dal caldo descritto come anno più caldo da oltre cento anni? Quando racconto ciò che ho brevemente scritto qui le persone restano di stucco, perchè tutti noi ci ricordiamo di quante volta l'Etna ha emesso cenere lavica e di quanta e quale piovosità abiamo avuto negli ultimi anni. Il cambiamento climatico, quindi, non è sempre derivanti dall'attività umana sul pianeta, ma anche da fattori naturali imprevedibili e immodificabili, come quello appena descritto.

Commenti

  1. Interessante. Quindi ancora un periodo piovoso davanti a noi, secondo questa teoria.

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  2. Eruzioni vulcaniche ed equilibri climatici

    Il ricercatore del CNR ha scoperto l'acqua calda.

    Un’eruzione vulcanica può apportare in atmosfera migliaia di finissime particelle di cenere in grado di schermare l’atmosfera e di non far penetrare la radiazione solare : una radiazione minore significa un apporto inferiore di calore e una conseguente diminuzione delle temperature medie registrate sulla superficie terrestre.

    Inoltre, queste particelle possono essere trasportate a centinaia di chilometri di distanza poiché, la forte esplosione è i n grado di immetterle all’interno delle circolazioni atmosferiche.

    L’eruzione del Tambora avvenuta nel 1816, l’eruzione del Krakatoa del 1883, e la più recente eruzione del Pinatubo nel 1991 sono solo tre degli eventi eruttivi che hanno inciso sull’andamento del clima mondiale.

    Ad esempio le conseguenze del vulcano TAMBORA del 1816 segnarono molto il clima di quegli anni : l’estate del 1816 iniziò in controtendenza: il 6 giugno una forte perturbazione di aria gelida investì l’Europa settentrionale e il Nord America con una conseguente e fitta nevicata.

    La neve e le gelate notturne, che si seguirono per quasi cinque giorni, ebbero delle forti conseguenze sulle coltivazioni che andarono tutte distrutte.

    Ma il colpo di grazia per l’agricoltura arrivò il 10 luglio con una nuova ondata di aria artica che diede inizio a un lungo periodo di carestia e di miseria.

    Alla fine di agosto ci fu l’ultima ondata di freddo anomalo che anticipò l’inizio dell’autunno e l’arrivo dell’inverno.

    L’inverno a cavallo fra la fine del 1816 e l’inizio del 1817 fu devastante: i prezzi del cibo schizzarono alle stelle, e la carestia, la fame e il gelo iniziarono a mietere le prime vittime.



    www.sicilymeteo.it

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