sabato 23 giugno 2012

IMU e AGEA

Quando parliamo di IMU in agricoltura pensiamo solo al pagamento che dobbiamo predisporre e a quanti sacrifici ci sono dietro per poter ottemperare al pagamento.
La tassa è ingiusta ed iniqua poichè non scaturisce da valori reali dei terreni, ma da valori già doppi e che, per effetto della repentina rivalutazione governativa, sono stati ancora ingiustamente rialzati.
Ebbene: lo Stato dispone di uno strumento (giusto o sbagliato che sia) che si chiama AGEA; questo istituto è un ente pagatore che "certifica" quale sia la consistenza aziendale, e non voglio entrare nel merito degli errori e delle ingiustizie perpetrate da questo ente.
Mi domando: se l'AGEA mediamente "cassa" un 20% di terreno classificandolo impagabile per "tare, fabbricati, stradelle, fossati, scarpate", ecc, come mai, poi, lo stesso Stato attraverso il Catasto, invece, ci fa pagare l'IMU classificando terreni produttivi anche le stesse stradelle, fossati, scarpate e tare che dapprima l'AGEA ci ha tolti?
Avviene proprio questo: lo Stato con una mano non ci eroga ciò che ci spetta, dall'altra ci toglie, da quelle stesse aree per le quali dice che non dobbiamo avere nulla perchè improduttive, tutto quanto può ,spremendoci come un limone.
E allora ... se le stradelle vengono considerate, ad esempio agrumeto ... anche per l'AGEA dovrebbe avvenire lo stesso e ... viceversa se una stradella fa sì che l'AGEA non mi eroghi il premio spettante ad ettaro ... anche per l'IMU per quella superficie non dovrei pagare nulla ...
Una delle due situazioni appena descritte è sbagliata: o l'AGEA non ci riconosce il giusto, o l'IMU viene calcolata anche su aree improduttive, almeno così riconosciute dallo stesso Stato attraverso la "longa manus" dell'AGEA.
Un pò di chiarezza, per favore!

2 commenti:

  1. osservazione giusta e ponderata, lo stato ci deve una risposta.

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  2. Come mai lo Stato esige che gli si paghi quanto da noi dovuto mettendo delle scadenze che se non rispettiamo poi sono caxxi amari, e invece quando dobbiamo riscuotere noi dallo stato i tempi si allungano all'infinito?
    Come mai noi siamo sempre soggetti a rispettare scadenze, pena la non ammissibilità dei vari progetti, e poi nelle varie scrivanie le nostre pratiche giacciono per anni?
    Come mai avendo presentato diversi progetti con la misura 112 pacchetto da ormai due anni e mezzo or sono, ancora ad oggi pur avendo i miei clienti ricevuto da mesi il decreto ancora non vedono accreditati sui loro cc nemmeno un euro?
    Come mai richiedono il progetto immediatamente cantierabile e poi si "annacano" fino a far scadere le varie concessioni?
    Perchè per fabbricati disabitati e senza nessuna utenza da anni si deve pagare seppur in parte la tassa sui rifiuti?
    Perchè se io abito da solo in una casa di 200 mq devo pagare la tassa sui rifiuti il doppio di quanto paga una famiglia di 6 persone che vive in un appartamento di 100 mq?
    Perchè devo lavorare sei mesi all'anno solo per pagare le tasse e gli altri sei mesi per poter vivere?
    Le domande andrebbero all'infinito.
    La risposta è una sola.
    Viviamo in uno stato di doveri e non di diritti.
    I soldi che ci salassano servono per foraggiare questo manipolo di carognoni che ci governano e i loro protetti che ci amministrano.
    Lo stato non ci deve una risposta, ci deve una enciclopedia di parecchi volumi di risposte.
    Ma non ce le darà mai.

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