giovedì 14 febbraio 2013

Lettera aperta a Mariano Ferro - le risposte

Pubblico oggi una risposta alla lettera aperta a firma di Leone Venticinque e due di Mariano Ferro; la prima che ieri mattina mi aveva fatto molto arrabbiare, la seconda ricevuta in piena notte ... e che stempera la prima.
Come già scritto ... lo voglio incontrare e lo farò la prossima settimana.

Leone Venticinque
1, 10, 100, 1.000 o 10.000 persone che spingono nella stessa direzione non ottengono lo stesso effetto: i numeri contano. 
Dopo anni di intelligentissimi profeti di campagna soli e inutili come un calzino spaiato, mentre il popolo degli agricoltori era soggiogato da sindacati-partiti che indisturbati si giocavano il loro futuro, nel gennaio 2012 è venuta fuori una novità. Potente, temibile, testarda come non mai. Chi, di fronte a ciò, non raccoglie la grande occasione e accetta di fare la propria parte, anche cercando di farsi ascoltare col proprio punto di vista ma partecipando insieme agli altri, per esempio domani mattina alle 8 a volantinare al casello di San Gregorio con dignità e umiltà, e continua invece a ponzare comodamente all'ombra delle proprie zucchine e a dire, ridire, scrivere, riscrivere, tante, tantissime volte, definisce da solo il proprio ruolo su questa terra...

Mariano Ferro 1° risposta
Carissimo Corrado, intanto mi piacerebbe sapere quali sono le tue proposte anziche prendertela con noi, caro Corrado, vattela a prendere con chi ha permesso che quel malloppo di carte per una estirpazione, ha guardato e non ha fatto nulla. Nessuna questua, caro Corrado, anzi noi vogliamo che si rispetti la legge. Parliamo di sicurezza alimentare? E se i controlli non ci sono, le aziende che muoiono che fanno? Comunque siamo sempre pronti a ascoltare le tue proposte, quando vorrai raccontarle. Ti aspettiamo al casello di S. Gregorio. Mariano Ferro

Mariano Ferro 2° risposta
Da Mariano Ferro riflessione di mezzanotte a S. Gregorio: Caro Corrado,nessuno di noi é un guerrafondaio,ma come tu stesso capisci bene questa classe dirigente oltre che ignorante é assai strafottente e per cultura politica già da tempo non si interessa dei problemi delle aziende o tantomeno delle famiglie.Cosa ci puó essere che possa convincere qualcuno dei novanta a cambiare strategia. Da dove dovrebbe arrivare un segnale e soprattutto quando dovrebbe arrivare? Che non se ne puó più ormai credo sia un pensiero comune.Forse ci dividiamo sulle strade per arrivare ad una soluzione di alcuni problemi.Solo che è già da tempo che parliamo e poi parliamo e poi ancora parliamo, ma a quando qualcosa di concreto? . Giorno dopo giorno le sofferenze aumentano, le aziende chiudono, cosa c'é d'aspettare. Questo e' gia' un altissimo prezzo che paghiamo quotidianamente.Cosa ci possiamo inventare per smuovere questo mostro pachidermico? Io sono comunque pronto, anche domani, a confrontarmi con chiunque voglia farlo sul metodo, ma che sia un sistema efficace, tale da spronare il mostro a smuoversi. Non è facile che accada, ma ci proviamo. Abbiamo circa un mese di tempo, ma bello sarebbe vedersi anche all'inizio della prossima settimana. Attendo! Saluti da Mariano. 

5 commenti:

  1. Cari sig.Ferro, lei ha pienamente ragione ma mi dispiace dissentire sulle modalità della protesta.
    come dice il buon Corrado, questo tipo di proteste danneggiano invece di aiutare gli agricoltori.
    Caro sig.Ferro ascolti il buon Corrado, siete ambedue dalla stessa parte...
    Un agricoltore tartassato...

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  2. Caro sig. Ferro, prendendo spunto da una situazione difficile e drammatica e da giustificazioni valide e condivisibili, chiedo a tutti voi di riflettere sulla modalita' della protesta, in modo da renderla piu' efficace e foriera di risultati, evitando di isolare ancor di piu' la Sicilia dal resto di Italia.

    Delfo Fusillo

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  3. Caro sig. Ferro, condivido tutto quello che dice, lei ed il Dott Vigo, anche se lo fate con mezzi differenti lottare per vincere la stessa "guerra", stimo entrambi per quello che fate, ma secondo la mia modestissima opinione lei sbaglia nel bloccare la merce siciliana in uscita....forse sarebbe meglio bloccare quella in entrata, ed il solo petrolio in uscita!!!!

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  4. Caro sig. Ferro, condivido tutto quello che dice, lei ed il Dott Vigo, anche se lo fate con mezzi differenti lottare per vincere la stessa "guerra", stimo entrambi per quello che fate, ma secondo la mia modestissima opinione lei sbaglia nel bloccare la merce siciliana in uscita....forse sarebbe meglio bloccare quella in entrata, ed il solo petrolio in uscita!!!!

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  5. Da Sandro Tinnirello
    Caro Corrado riporto qui, in parte, quanto ho risposto su FB. Bene premesso che nessuno ha tutta questa voglia di bloccare la Sicilia, tanto per il gusto di creare danni e disagi, di stare per strada abbandonando lavoro e famiglia. Premesso che i blocchi rappresentano sempre una protesta dura e per molti versi discutibile. Mi chiedo e VI chiedo ma dopo ANNI di anticamere, di convegni, di conferenze, di tavoli tecnici, di promesse mai mantenute, di incontri con Assessori, Presidenti, Onorevoli, Ministri, consiglieri, tecnici, uscieri, saltimbanchi, nani e ballerine di ogni genere; dopo che questa montagna di parole non ha partorito non dico il classico topolino ma neanche un "tinto" scarafaggio, mi dite per piacere quali sono le azioni di lotta democratiche, civili, educate, ecc. che si possono mettere in atto? Si accettano consigli e suggerimenti, l'unico capace di fare proposte è stato Corrado Vigo.Da un annno il Movimento è accusato dei danni causati, senza dilungarmi sono pronto a spiegare, quando volete, perchè la responsabiltà dei Forconi sono riconducibili a 5 giorni di blocco. Avendoli subiti anche in prima persona sono anche pronto ad ammettere che certamente i danni ci sono stati ma vorrei chiedervi in 5 giorni e mezzo, in quanto si possono quantificare? Ma i danni che subiamo ogni giorno, strozzati dalla GDO, dalle multinazionali della chimica e dell'energia, dalle lobby dei cereali e della zootecnia, da una burocrazia asfissiante , ignorante a volte corrotta li avete quantificati? Ma a questi ormai siamo assuefatti e le nostre coscienze ormai mandate al macero non riescono più ad idignarsi. Aggiungo che purtroppo in Italia se non si creano disagi, se non rischi le maganellate, se non fai "notizia" nessuno ti calcola, è democrazia questa? E civiltà questa? E giustizia questa? Concludo dicendo che io in trenta anni, nonostante gli eccessi e i tanti sbagli, non avevo mai visto una così ampia partecipazione di popolo, un desiderio così forte di riscatto, tante speranze, ormai andate in fumo, Tutto questo ha dato enorme fastidio, alla politica, ai sindacati, ai benpensanti ai radical chic, ad una certa sinistra che pretende di avere l'esclusiva della protesta, a tutti coloro che contestano, criticano e fanno i rivoluzionari comodamente seduti in poltrona dietro al PC. Caro Corrado tu sai bene che noi tra la gente, e in quest'ambiente, ci viviamo quotidianamente, ti posso assicurare che siamo stanchi di richieste inascoltate o peggio ancora come dici tu di questue.Quindi che fare? Come ha già detto Mariano siamo pronti a qualsiasi confronto, ad ascoltare proposte a cercare tutti insieme di risalire da questo baratro in cui siamo precipitati buona giornata a tutti Sandro Tinnirello

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