ieri il blog ha avuto 8.659 accessi

giovedì 5 settembre 2013

Il tesserino per la raccolta dei funghi

Ricevo da un collega e pubblico.
Caro Corrado,
è la prima volta che ti scrivo anche perché solitamente non sono uno che rompe le scatole in ambito professionale.
Ultimamente però, forse spinto dal tuo esempio ampiamente documentato sul seguitissimo blog, forse perché comincio a stancarmi dei vari soprusi a cui sono esposto giornalmente da parte delle varie Amministrazioni, sento l’esigenza di denunciare una cosa che porto sullo stomaco da tempo e che ho sempre cercato a malincuore di metabolizzare invano non riuscendo a digerirla bene.
Ravviso dunque il bisogno di esporla a qualcuno e chi meglio di te può darmi soddisfazione in merito alla semplice questione che si chiama “Tesserino Funghi” ? Questione che secondo me, per noi Agronomi, va esaminata attentamente e chiarita.
Tempo fa un cliente interessato alla raccolta dei funghi mi chiese di metterlo in condizione di praticare l’attività e di condurlo, quindi, fino al rilascio del tesserino. In primis ho fatto qualche ricerca su internet in modo da apprendere se ci fossero dei corsi da seguire, e successivamente chiamai una Unità Operativa della zona per avere informazioni in merito alla procedura idonea da seguire. E fin qui tutto nella norma.
Mentre stampavo modulistiche, ripenso a quando ero ragazzino e agli anni passati con un mio zio tra battute di caccia e raccolta prodotti eduli spontanei (verdure maritate, asparagi selvatici, funghi, ecc), riflettevo, inoltre, che sarebbe un buon motivo, anche per me, staccarmi dalla città ogni tanto e vivermi la montagna una volta avuto il patentino, che necessito non perché non conosco i funghi, ma per evitare di intercorrere in sanzioni da parte dell’Ente controllore.
Contestualmente chiedo, per me Agronomo, come avrei dovuto procedere per aver riconosciuto il patentino e la risposta prevedibile che mi sento replicare è che come tutti gli altri fruitori devo partecipare ad un mese di corso anche io, e possibilmente fatto da colleghi che magari la botanica sistematica nemmeno l’hanno studiata negli anni di università.
Ora, lasciando stare gli studi di Botanica sistematica che magari qualcuno ha potuto approfondire meglio in un secondo tempo rispetto ad altri agronomi, mettendo da parte il riconoscimento personale dei vari funghetti eduli che la nostra montagna propone e che ho sempre degustato in vari modi, il paradosso di questa modalità di riconoscenza delle competenze dell’agronomo sta nel diverso trattamento tra l’attività di raccolta funghi (pericolosa in parte) e l’acquisto e l’utilizzo dei fitofarmaci di 1° classe (attività pericolosissima).
Dunque mi sono chiesto: ma se a me, Agronomo in possesso di tesserino professionale, mi rilasciano veleni di 1° classe vietatissimi e pericolosissimi sotto tutti i punti di vista, perchè non posso andare a raccogliere funghi col rischio di trovarne pericolosi in egual misura (se non li conoscessi)?
In ambe due i casi sta nel mio buonsenso sapermi comportare di fronte all’utilizzo degli stessi o no?
Ti volevo portare a conoscenza di questa situazione perché non vorrei che questa cosa sia stata poco attenzionata in passato a livello di Ordine professionale e che quindi ancora una volta ci abbiano strappato un’altra fetta di autorità in campo agreste.
Te ne sarei grato se potessi darmi delucidazioni in merito e qualsiasi sarà la risposta o il risultato sono già contento perché ho esposto il caso ad una persona che sicuramente accoglierà come cruccio personale la richiesta di un normalissimo collega.
Grazie ancora per quanto farai per la categoria.
Rimango a tua completa disposizione e collaborazione futura
Saluti
Xxxxx Yyyyyy

2 commenti:

  1. Caro collega leggi bene questa legge "Legge regionale 1 febbraio 2006, n. 3" all'articolo 2 - punto 1. Gli agronomi sono esentati dal frequentare il corso così come avviene per gli agrofarmaci. Io infatti non ho frequantato il corso e ho il tesserino, devi solo certificare di essere in possesso del titolo di studio.
    Questo aspetto, in passato, evidentemente è stato attenzionato.

    RispondiElimina
  2. Gent.mo Collega Anonimo, ovviamente la legge parla chiaro, ma l'applicazione della stessa è subordinata al quoziente intellettivo degli Amministratori sempre che questi, nell'applicazione della norma, lungi da infezioni di miseri clientelismi locali. Mi dispiace che, chi ha interpretato la legge nel mio caso, non la pensi come te e che tale ristretta visione, portante all'impoverimento delle competenze professionali, non è mai stata attenzionata da un "Ordine". Un "Ordine" che, IN PRIMIS, deve prestare un servizio agli associati difendendo e promuovendo in tutto e per tutto la categoria. Credo che questo faccia parte delle competenze e dei servizi che un vero Ordine deve dare, rendere autorevole la figura professionale che rappresenta. Questo non accade ormai da tempo per noi Agronomi. Questo quindi è il vero motivo per cui spariscono sempre più colleghi dall'elenco dell'Albo. Cordiali Saluti

    RispondiElimina