lunedì 20 gennaio 2014

La dotazione del PSR Sicilia 2014-2020

Vi invito a leggere questo articolo sui fondi del PSR Sicilia 2014-2020 apparso ieri sul quotidiano LA SICILIA, a firma di Mario Barresi.
Catania. Sta per arrivare un mare di soldi, nelle campagne siciliane. O almeno questa è la destinazione finale più auspicabile, perché non sempre è stato proprio così. Ammonta esattamente a euro 2.212.747.000 la spesa pubblica totale assegnata alla Sicilia a cui il Fondo europeo per lo sviluppo rurale (Feasr) contribuisce con 1.338.712.000 euro; la quota a carico delle istituzioni non comunitarie è di 874.035.000, di cui 611.824.500 a carico dello Stato e 262.210.500 della Regione. Questa è la notizia che ci riguarda più da vicino, nell'ambito della ripartizione delle risorse per l'agricoltura. La Conferenza Stato-Regioni, giovedì sera, ha ripartito i fondi destinati allo sviluppo rurale per la fase di programmazione 2014-2020. Il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Giuseppe Castiglione, esprime «soddisfazione sull'accordo raggiunto con le Regioni sull'applicazione della Politica agricola comune per quanto riguarda il secondo pilastro».
Il valore complessivo dei fondi per lo sviluppo rurale è di 20,8 miliardi di euro in sette anni, di cui 18,6 destinati all'attuazione dei programmi regionali e 2,2 miliardi di euro destinati a misure nazionali che riguardano in particolare la gestione delle crisi (1,6 miliardi), le infrastrutture irrigue (300 milioni), la biodiversità animale (200 milioni) e il finanziamento della nuova rete rurale (100 milioni). E Castiglione punta soprattutto sulle risorse nazionali a disposizione delle imprese messe in ginocchio dalla recessione: «La misura "Gestione dei rischi" prevederà meccanismi e strategie tali da rendere applicabile l'intervento in tutto il territorio nazionale, anche attraverso l'attivazione del "Fondo mutualistico" e delle misure di sostegno del reddito in caso di crisi». C'è da sciogliere il nodo dei vincoli di bilancio. «All'unanimità le Regioni sottopongono l'ineludibile necessità - si legge nella proposta di ripartizione del ministero - di escludere dal computo delle spese che concorrono ai vincoli derivanti dal patto interno di stabilità e crescita la quota del cofinanziamento regionale. In sua assenza potrebbe verificarsi l'impossibilità per le Regioni di allocare a bilancio le risorse all'uopo necessarie».
La Sicilia disporrà di un plafond di risorse significativo. I 2,2 miliardi di fondi comunitari pongono l'Isola in testa all'hit parade delle regioni con più soldi a disposizione. Seguono le altre meridionali inserite nell'"obiettivo convergenza": Campania (1,8 miliardi) e Puglia (1,6 miliardi). Seguono altre Regioni dell'"obiettivo competitività": Sardegna (in transizione dalla "convergenza", 1,3 miliardi), Emilia Romagna, Lombardia e Veneto (1,1 miliardi per ognuna). «Si è tenuto conto - ricorda Castiglione - della capacità di utilizzazione delle risorse messe a disposizione dall'Unione europea che nel settore dello sviluppo rurale si è mostrata molto diversificata tra le Regioni italiane. In forza di ciò, si è convenuto di differenziare la percentuale di cofinanziamento comunitario abbassandolo per i programmi che negli ultimi anni hanno dimostrato più efficienza nella spesa. La Sicilia, che rientra nelle regioni "Convergenza", ha aumentato la sua quota rispetto al settennio precedente. Si tratta di un risultato importante che permetterà alla nostra regione di avviare al più presto la nuova programmazione e di dare un'ulteriore spinta al sistema rurale regionale».
In effetti sulla capacità di spesa delle risorse per l'agricoltura (così come per tutti gli altri fondi comunitari), la Sicilia non ha brillato nel settennio in corso. Al 31 dicembre dell'anno scorso, infatti, la Regione ha speso il 63,95% dei soldi per lo sviluppo rurale del periodo 2007-2013. E in particolare: 1,3 miliardi sul totale 2,1 miliardi di spesa pubblica a disposizione, dei quali 1,2 miliardi sono del Fears (utilizzati 841 milioni). Il dato siciliano è in media con quello delle regioni della "convergenza", in cui l'avanzamento di spesa è al 63,25%. Ma è inferiore alla media nazionale (66,01%) e naturalmente anche a quella delle regioni dell'"obiettivo competitività". Nell'ultimo report mensile della "Rete rurale nazionale", curato dal ministero delle Risorse agricole, si sottolinea come «l'obiettivo di evitare il rischio di disimpegno automatico delle somme al 31 dicembre sia stato sostanzialmente evitato», con l'unica eccezione della Basilicata che ha chiesto alla Commissione europea una deroga. Ma il documento evidenzia anche «il grande sforzo prodotto dalle Regioni in obiettivo convergenza, la Sicilia su tutti, ma anche la Campania e la Puglia, oltre alla Regione Sardegna, con importi, in termini di spesa pubblica, sempre abbondantemente superiori ai 100 milioni di euro». Nel corso del 2013 la Sicilia ha speso 165 milioni di risorse pubbliche, 100 milioni del Fears. Ed è per questo che il sottosegretario Castiglione invita «la Regione a incrementare questo sforzo, in sinergia con Ue e governo nazionale, per utilizzare queste nuove risorse al meglio, in termini quantitativi, ma soprattutto quantitativi».
twitter: @MarioBarresi

2 commenti:

  1. sicuramente parte di questi soldi saranno spesi ,e daranno una bella boccata di ossigeno alla nostra economia,ma vorrei ricordare all'On Castiglione che ci sono ancora centinaia per non dire migliaia di pratiche (vedi magari quelli della 121) che da qui 2 anni aspettano una risposta,quindi invece di sventolare "bandiere" pubblicistiche,che rendessero più sburocratizzate e snelle questi bandi e che dessero delle risposte nei tempi stabiliti dalla legge solo cosi' si darà una spinta a una economia moribonda qual'è quella agricola siciliana............ricordando che ancora ci sono degli imprenditori (pazzi come mè) che ancora ci credono !

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  2. Vorrei sapere che fine fanno i progetti ammessi a finanziamento con il PSR 2007/20013, possono essere utilizzate le graduatorie esistenti o bisogna ripresentare tutto?

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