giovedì 27 marzo 2014

Arance - Story telling 2°

Oggi la seconda "puntata" ...

In questo che ti ho raccontato fallire è impossibile. In ciò che in questi anni mi fa vivere vedo i segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra e la loro storia… Tutta scritta addosso su chi vuole abbandonare ma comunque continua in un avvitato gioco di ipocrisie e di speranza. Sul Virginian, una nave che dall'Europa arrivava in America e viceversa negli anni tra le due guerre, questo diceva Novecento a Tim Tooney, il suo amico trombettista: “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”. Per questo non falliremo mai di agrumi, perché abbiamo una quantità di racconti che per sbagliare ce la dobbiamo mettere davvero tutta! Anche se la marca è story telling, ma devi spendere il budget, cercare l’agenzia, trovare il target e investire sul canale.
E credo che davvero che la stiamo mettendo tutta, perché se di tink local ne siamo pieni e consci, e su Action Global che facciamo davvero danno. Infatti, ti ho fatto questa lunga premessa per raccontarti quello che ho visto dentro un grosso distributore olandese (della grande zona commerciale di Rotterdam) di ortofrutta.
Una “leading company” le cui attenzioni cambierebbero la vita di tre quarti di Palagonia e Scordia; di quelli che quando arriva il prodotto controllano il grado brix, la tenuta, la chimica, la durezza, la quantità di succo e il freddo. E poi gli fanno girare mezza Europa; perché gli olandesi non producono nulla, ma sul commercio hanno affinato tecniche che noi umani ed isolani non possiamo immaginare.
Oggetto del mio disappunto è questa locandina che ti giro, con la quale l’olandese promuove ai suoi numerosi contatti la “super quality, now available” del nostro bellissimo, richiestissimo e abbandonatissimo Moro con tanto di bandiera tricolore svolazzante.
Se non fosse che in uno dei quadranti sopra un bel outline italico con la nostra Sicilia bedda, mette quattro eleganti cattivoni in siluette, in verità un misto tra un gruppo di sfigati modelli in outfit Dolce & Gabbana (e qui ci può stare) e una locandina di un neo spaghetti western girato a Chicago in pieno proibizionismo.
Uno con mitra puntato, il compare fumante e mano in tasca, l’altro pronto a spaccare la vetrina con la mazza e l’ultimo forse pieno solo di se e della sua grisaglia.

... continua domani ...

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