domenica 11 maggio 2014

Lettera sul costo delle arance


14 commenti:

  1. pur avendo una certa età ..non riesco a capire perchè il mondo agrumicolo se la prende con le istituzioni....quali manchevolezze , quali strumenti adottabili e non adottati....

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    1. Egregio signor Piana il suo commento, anche se non voluto, spero, ha tutta l’aria di essere un phishing (chi naviga in Internet sa di cosa sto parlando.) per far “sbroccare” qualche incauto frequentatore del blog dalla tastiera facile. Dovrei stare sveglio tutta la notte per scrivere le manchevolezze perpetrate negli anni dai politici nei confronti dell’agricoltura isolana. Quante promesse non mantenute, quante “domandine” presentate sono diventate carta straccia all’interno di inerti uffici, quanti progetti iniziati e mai portati a termine, quanti miliardi spesi in opere idrauliche faraoniche incompiute e andate perse per incuria, quanti “carrozzoni” tenuti in essere solo per dar un posto di lavoro ad amici e amici degli amici, spendendo fondi europei destinati all’agricoltura. Insomma ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia……….
      Una tra tante!? Che ne pensa della sostituzione dell’Assessore all’agricoltura della Regione Sicilia Cartabellotta? Il quale, dopo essersi impegnato seriamente nella formulazione di accordi con aziende di trasformazione per cercare di dare un po’ di respiro alla martoriata agrumicoltura Siciliana, imponendo altresì la redazione di un registro degli agrumi per stabilire regole comuni ed evitare competizioni sleali , è stato messo alla porta da quell’incarico per squallidi giochi di potere. Mandando in fumo tutto il lavoro fatto e turbando non poco quasi a recedere chi sottoscrisse il documento di intenti.
      Se proprio vuole spunti di cosa al momento si potrebbe fare per l’agricoltura isolana, provi ad informarsi cosa stanno per attuare i nostri “cugini” spagnoli per dare un aiuto ai produttori, vista la difficile situazione del comparto.

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    2. sig Ciccio Castiglia, premesso che la mia domanda verteva su agrumicoltura e non su agricoltura in generale , proprio per evitare generalizzazioni di massa....la crisi agrumicola da quello che si legge nella Sua è da addebitare solo al potere politico,mentre invece agrumicoltoi, tecnici, O.P: , associazioni varie sono esenti da colpe ...mi spieghi perchè deve esistere un intervento economico pubblico su agrumicultura . ,

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    3. Per quanto riguarda la sostituzione dell'Assessore Cartabellotta, oltre ai suoi citati giochi di potere ,
      penso che nell'avvicendamento , i dirigenti che collaboravano con assessore ,sono sempre al suo posto e credo che possano senza alcuna remore continuare il lavoro iniziato, tranne che a lei risulta che il nuovo assessore ha bloccato le iniziative precedenti.....

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    4. (In merito al suo primo cammento di risposta)
      Lungi da me l' idea di dare la colpa solo alla classe politica. Altrettanto elemosinare aiuti economici a spaglio senza un ben preciso strumento programmatico. Provi invece a pensare a qualcosa che faccia solo da garanzia per l'accesso al credito nelle banche, pensi come far rispettare e perseguire i trasgressori su quanto sancito dall'art. 62 della Legge 1/2012 in merito i pagamenti. Provi ad indagare quanto costa, in una qualsiasi banca, lo scoperto di soli 1000 € per una quindicina di giorni, e poi mediti su cosa proporre. La maggior parte degli agrumicultori, anche se disgrecati, coltivano gli agrumeti, e li sanno coltivare. Altrettanto non si può dire di chi elucubra colpe anziché impegnarsi a tutelarli.

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    5. Egregio "Sig. " Piana,alla fine uno con la tastiera facile lo ha trovato eccomi quà-
      Mi dica,secondo lei,la quarta potenza industriale del mondo,(prima dell'avvento dell'euro) come ha fatto a ridursi con le pezze al culo?
      Opera dei marziani?saranno stati i fantasmi?vuoi vedere che i rettiliani esistono veramente e c'è l'hanno con noi italiani?
      Sono stufo di vedere e leggere commenti come il suo,il paese è nello stato in cui si ritrova,poichè la sua classe politica ,sindacale e manageriale nel corso degli ultimi 20 anni si è dimostrata del tutto incapace e totalmente incompetente nell'affrontare l'avvento della globalizzazione e dell'introduzione dell'euro,poichè ,come dimostrano le cronache degli ultimi giorni,il loro unico scopo è stato l'arricchimento personale e gli interessi privatistici loro e dei loro compari di merende,e lei oggi,non capisce perche uno se la prende con le istituzione con chi se la dovrebbe prendere secondo lei?
      Non accampi scuse,tolti di mezzo marziani e fantasmi,gli unici responsabili sono loro-LE ISTITUZIONI-Poi se secondo lei ,chi occupa un ruolo istituzionale lo debba fare per farsi gli affari suoi e dei propri amici,bee allora lasciamo perdere-
      in quanto agli altri Sig. lo volete capire o nò,che nel sistema attuale (eurozona) siamo spacciati?non c'è aggregazione,cooperazione o qualità che tenga,fuori dall'euro subito.dogane frontiere dazi e moneta sovrana-

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    6. ma lei dove stato sulla luna " sig mimmo70" ...la mia classe politica...non ha risposto ad un solo mio dubbio ..ma ha commentato da attore in campagna elettorale...il passato,il potere politico le pezze al culo ...tutte scuse per accusare di una cattiva imprenditorilità agrumicola ..sempre gli altri

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    7. Scusate signori, un po’ di moderazione non guasta. Accusarci l’un l’altro non è certo costruttivo per risolvere i problemi. Le inquisizioni di massa o le cacce agli untori non hanno mai prodotto che odio sociale; odio che sotto certi punti di vista conviene solo a chi sta traendo vantaggi da questo stato di fatto. Tante sono state e sono le colpe degli imprenditori nel settore agrumicolo, e tante sono state e sono le colpe della classe politica. Ciascuno ha contribuito in parte a dar vita al mostro che ci sta divorando. Pertanto cerchiamo di cooperare e combattere la crisi insieme, da un lato moderando i toni e chiedendo strumenti possibili per affrontare i reali problemi e non dover abbandonare le aziende, dall’altro lato chiedo di spegnere l’aureola ripiegando le ali, ponendo ogni tanto in secondo piano le strategie di partito e i giochi di potere, e mettersi seriamente a servizio di chi con sudore e sacrifici ha contribuito a costruire questo Paese.

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  2. Salvatore Piana ha ragione io aggiungo che il mondo agrumicolo dovrebbe prima rimproverare se stesso proprio perché non è un mondo ma un'insieme di unità assestanti. Con un contesto così fatto l'istituzione può fare ben poco. L'istituzione va guidata, va consigliata, va indirizzata nell'interesse della collettività, e se fa cavolate va ripresa. Ma mi chiedo con chi, con quale interlocutore? Dove sono le associazioni? Latitanza totale!

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    1. Gentilissimo Anonimo, non posso che darle ragione in merito la mancanza di cooperazione degli agricoltori, ma purtroppo in un mondo dove regna sovrana la competizione, é fisicamente impossibile che coesista la cooperazione. Questo é un paradigma universalmente accertato. Ma una cosa voglio chiederle, come mai sistematicamente prima di ogni tornata elettorale ai politici scatta questa irrefrenabile voglia di comunicare e cooperare con il mondo agricolo, e poi non appena l'ultimo botto di mortaretto decreta la fine dei festeggiamenti, tutto svanisce come bolle di sapone??????

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    2. Dimenticavo una cosa importante. Un elettore vota, nella maggior parte dei casi, il suo candidato sulla base di condivisione dei programmi. Ma se deve essere l'elettore a tralasciare il lavoro per studiare e suggerire i programmi, mi dica che senso ha questa candidatura???? E poi non cerchiamo labili scuse, le esigenze e i bisogni del mondo agricolo vengono ogni giorno scritte a caratteri cubitali anche nel giornaletto di Topolino.

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  3. vedo che il dibattito è abbastanza "movimentato",colgo l'occasione per ricordare a chi nn se lo ricorda ,che ogni anno milioni di € rimangono nelle casse della regione per l'incapacita,o la cattiva volontà di spenderli e rischiano pure di tornare a Bruxelles,e questo certo nn per colpa degli agricoltori...........l'AGEA prima di dare i contributi che spettano alle aziende agricole nn sò quanti mesi fà passare,quando altre regioni Italiane hanno enti pagatori molto più celeri,e anche questo credo che nn sia colpa delle aziende agricole,se volete posiamo continuare...........sicuramente le aziende agricole hanno le loro colpe ,ma credo che a volte e anche la sfiducia nelle istituzioni ,la causa di una mancanza di aggregazione !

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  4. giuste osservazioni...tutte valide e giornalmente ci scontriamo ...noi agricoltori con queste realtà.....ma addebitare alla scadente istituzione le crisi di mercato mi sembra un'idea con un po' fantasia

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    1. Voi parlate di cooperazione e aggregazione,ma vedete l'agricoltura solo come comparto agrumicolo-
      In questo contesto io non dovrei neanche intervenire,prima perchè scrivo dall'Abruzzo,secondo perche sono un cerealicoltore-invece intervengo e vi dico,che qui di cooperative c'e ne sono fin troppi,nel settore delle uve,dei cerali,del tabacco,della frutta dell'olivo,i soci più fortunati sono quelli che negli ultimi 10 anni non si sono trovati a ripianare debiti spaventosi fatti da amministratori scriteriati,mentre il costo delle uve,come del tabacco e della frutta a mala pena coprono i costi di produzione,non parliamo del settore cerealicolo-
      SIII sig. Piana,la crisi di mercato è solo ed esclusivamente colpa delle istituzioni,che negli ultimi 20 anni,hanno prodotto stipendi,salari e pensioni da fame,comprimendo e deprimento la domanda interna,si perche se lei non lo sà,l'export italiano và benissimo è la domanda interna che è crollata,vogliamo parlare della scriteriata agevolazione che si è data alle aziende che delocalizzano con i fondi europei nei paesi dell'est europeo facendo chiudere le industrie italiane e portando un tasso di disoccupazione da dopoguerra,(lei lo sa dove si fanno ora le auto che si facevano a Termini Imerese?) ,poi vogliamo parlare degli accordi internazionali come quelli UE/Marocco e del loro effetto devastante sulle produzioni italiane?perche se lei non lo sà,il suo 1° pensiero al mattino è racimolare i primi 8E al gg.per i contributi previdenziali,mentre in Marocco un operaio costa 3$ al gg,come intende competere con questa gente?e chi doveva far si che un italiano non si trovasse a competere con un marocchino sotto il profilo dei costi di produzione di un bene?gli omini blù o le istituzioni?
      Qui se c'è uno che vive di fantasia questo è lei-

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