martedì 5 agosto 2014

Tasse ...

Ricevo dal collega dott. agr. Turi Fallica e pubblico.


Osserviamo con molta più frequenza e a malincuore, che, negli ultimi tempi, il dibattito politico cittadino è caratterizzato solo da polemiche, accuse reciproche e scontri di fazione: Il Sindaco contro il Consiglio Comunale, il Consiglio contro il Sindaco, l’opposizione contro se stessa,  una corrente di maggioranza contro un’altra, e così via……


Si sta perdendo, secondo me, l’attenzione verso i veri problemi di Paternò, immediati e futuri.



Immediati, per esempio, perché sono in discussione, in seno alle commissioni consiliari, le nuove tasse(IUC, TASI, TARI, IMU…..ecc)  introdotte dallo Stato e che i comuni(tra cui Paternò) sono obbligati a far pesare sui cittadini già tartassati, pena la mancanza di fondi per la sopravvivenza degli stessi comuni.
Noi politici e amministratori ci troviamo a governare la nostra città di Paternò con poche alternative, da un lato siamo obbligati dal “Patto di Stabilità”, ed anche dall'incapacità di questa Amministrazione, a non potere spendere tutti i soldi che abbiamo in Opere pubbliche, servizi, lavoro, manifestazioni culturali ed economiche ecc…., dall’altro subiamo il diktak dello Stato che ci dice:”o metti le tasse o muori!!!” Non avendo il coraggio di incidere sui “privilegi” di pochi.
E’ il momento, invece, di concentrare il dibattito politico cittadino, di maggioranza e opposizione(ognuno per il proprio ruolo) su idee e progetti che portino alla crescita di Paternò:
1)      Mantenere al minimo queste nuove tasse(la legge lo prevede), considerato che da quest’anno gli introiti vanno per la quasi totalità ai comuni(fino allo scorso anno lo stato tratteneva il 50%), per dare ossigeno alle imprese ed ai cittadini;
2)      Incidere sulle entrate esistenti senza aumentare le tasse: Pubbliche affissioni(non c’è un controllo sulla cartellonistica pubblica e privata), sul suolo pubblico(basterebbe organizzare, in modo continuo, fiere, mercatini, sagre ed altri eventi per stimolare l’economia delle imprese agricole, artigianali e commerciali, e nello stesso tempo provocare introiti per il comune), stimolare piccoli investimenti in edilizia(facilitare il cambio di destinazione d’uso, ristrutturazioni ecc.), oltre che grandi naturalmente.
3)      Tagli sugli sprechi nella Macchina Comunale: ridurre le unità operative, premiare ed incentivare chi lavora e razionalizzare i compiti del personale(concentrare il personale per i compiti di cui ha veramente bisogno la città).
4)      Il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale devono farsi portavoci, coinvolgendo gli altri comuni, del disagio finanziario degli Enti e dei cittadini dei loro territori per far capire allo Stato che non vogliamo essere solo dei semplici “Esattori”, ma anche e soprattutto motori di sviluppo per le nostre comunità.


Turi Fallica 

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