giovedì 29 ottobre 2015

Sui controlli sulla condizionalità

Ricevo da un collega della provincia di Palermo e pubblico.

Salve, dott. Vigo
le scrivo per evidenziare una situazione che si riscontra attualmente in merito ai controlli relativi alla condizionalità PAC. I registri delle operazioni colturali (quaderni di campagna) che gli agricoltori dovrebbero compilare durante l'anno, vengono compilati in occasione dei controlli dai CAA dove è aperto il fascicolo e da persone che nella maggior parte dei casi non hanno nessun titolo a farlo (consulenti improvvisati). Oltre a ciò vorrei evidenziare il fatto che alla luce delle diverse normative che sono alla base della condizionalità, a fin che queste abbiano una maggiore se non effettiva applicazione pratica, non sarebbe opportuno prevedere la certificazione della documentazione relativa non solo al  qdC ma anche al piano di concimazione, al piano di difesa fitosanitaria, ecc. da parte di un agronomo?  documenti allegabili alla domanda unica prevedendo un fondo apposito nell'ambito della PAC che rimborsi direttamente al professionista il servizio prestato. Ciò oltre a creare un pò più di lavoro per noi "Agronomi" penso che potrebbe apportare più efficienza nell'esecuzione delle pratiche colturali non che ad un certo risparmio energetico e monetario, una maggiore informazione e formazione degli agricoltori, in materia ambientale, di sanità animale e sicurezza alimentare. Se esistono tanti agronomi in Italia perchè questi non devono essere coinvolti in aspetti così importanti della produzione agricola e della tutela dell'ambiente, temi sui quali si spendono anni di formazione universitaria, mentre la politica europea e nazionale, continua ad ignorare.

8 commenti:

  1. bisogna promuovere la certificazione di conformità da parte degli agronomi, non ha senso il lavoro dei CAA di compilare registri e altro, se non si valorizzano i contenuti tecnici e non si informano coscientemente gli agricoltori

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  2. Proporrei di far installare una webcam nella fronte dell'agricoltore. Tale webcam riverserà le immagini in un HD.
    Per il controllo della condizionalità, basta rivedere le immagini, anche online.

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  3. Se l'agricoltore (quello vero) avesse predisposizioni letterarie, non farebbe l'agricoltore. Perciò. Finitela con questi balzelli, quaderno di campagna ecc.
    L'agronomo che segue l'agricoltore? Se non gli intacca il misero reddito, sembra una buona idea.
    Si vuole controllare la qualità? Nel quaderno di campagna non ci sarà scritto. Basta prelevare dei campioni, prima della raccolta, e si analizzano.
    Altrimenti con questi balzelli lavorate a favore dei prodotti stranieri.
    Perchè non vi accanite con i grani nordici che li irrorano con i glifosato per trebbiarli?

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  4. Perchè gli agronomi sono più competenti di un agricoltore? ne conosco tanti di agronomi che non sanno nulla di piani di concimazione e di difesa, noi dovremmo affidarci a loro!!!! con questo non voglio dire che sono tutti incompetenti, ci sono anche ottimi professionisti. Sono un perito agrario, ma quello che ho imparato a scuola, oggi è lontano anni luce. Cerco di aggiornarmi su tutto e mi capita spesso di confrontarmi con agronomi dei vari consorzi o commercianti dove acquisto i prodotti e molto spesso mi chiedono consigli sulle varie tecniche.
    Ora chiedo all'agronomo che ha scritto al dott. Vigo di farmi un piano colturale per frumento tenero in pianura padana, per una resa di 100 q/ha, grazie

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    1. infatti, il libero mercato fa si che ci possa rivolgere a chi si ritiene di fiducia, benchè più valido di altri, così come vale per gli agricoltori che spesso eseguono pratiche errate o in eccesso, e così come vale per periti agrari pentiti o autodidatti: la questione consiste nel fatto che non si possono lasciare al libero arbitrio temi di erosione del suolo, cura del paesaggio, conservazione della fertilità del suolo, ecc..

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    2. LA verità vera è che i CAA, con il loro personale, più o meno preparato, stanno esautorando (come sapevano già dalla loro nascita) da tutte le competenze i tecnici agricoli i quali, nella maggiorp arte dei casi per vivere, si sono adattati ad aggiustare, presso i CAA, i fascicoli aziendali dei loro "clienti" e quest'ultimi il più delle volte nemmeno lo sanno il lavoro che c'è dietro. Risultato i CAA senza fare un CAAzzo si trovano i fascicoli belli sistemati, si arrogano il diritto di chiedere il pagamento della gestione del fascicolo (e nella mia zona, alcuni anche la percentuale sui contributi percepiti dall'agricoltore). Ora possiamo filosofeggiare su tutto quello che vogliamo piano coltura, di concimazione, erosione, PAN, registri, analisi, ecc. ma fino a che la situazione rimarrà quella descritta, credo che poco avremo da protestare.
      Saluti, Daniele

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    3. Proprio quello che penso anche io.
      Questi simpaticoni del CAA, sono riusciti a trasformare il libero agricoltore in "Cliente"

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  5. il più grave danno, forse voluto proprio dalla politica, senza preoccuparsi di agronomi e C, è stato quello di accentrare la gestione dei fascioli in un sistema lobbistico, quello dei CAA, all'interno del quale, anche agronomi, sfruttano una posizione predominante rispetto al mercato: tanti e piccoli utenti ai quali si propongono multiservizi. Non basta protestare bisogna denunciare tutti quei casi dove si nota concorrenza sleale, esercizio abusivo di professione, percentuali tipo pizzo sui contributi, ecc. Non si è neanche provato a contrastare questo fenomeno proprio perchè anche agronomi o periti, si trovano dentro ai CAA e difficlimente vengono denunciati da altri colleghi, nonostante questi siano fuori dal sistema, non godono di alcun vantaggio e peggio ancora, vedono rubarsi la clientela dai colleghi del CAA..o

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