domenica 24 luglio 2016

L'anno sabatico del riso siciliano

Quattro anni fa scrissi, qui sul blog, della nuova avventura del giovane collega di Leonforte agr. jr. Angelo Manna, che aveva cominciato a coltivare il riso.
Andai più volte, e per diversi anni, sia a vedere la coltivazione "in itinere, che la raccolta.
Ebbene: quest'anno chiamo Angelo Manna e gli chiedo "quando ci vediamo per vedere il riso?"
Risposta: "il Consorzio di Bonifica non può assicurarmi l'erogazione dell'acqua, quindi quest'anno non ne ho seminato nemmeno un metro quadro".
La discussione è andata avanti per qualche minuto ed alla fine, sorridendo, mi ha detto "mi prendo un anno sabatico dalla coltivazione del riso".

Peccato. Una esperienza che stava andando avanti ... bloccata per non poter avere la sicurezza della erogazione idrica.

1 commento:

  1. L' anno sabatico è possibile per le colture annuali. Per quanti hanno alberi pluriennali come gli agrumeti, e dipendono dalle forniture idriche dei C.B. sono dolori. Considerate le giornate di caldo che ci stiamo abituando a sopportare, basta solo un ritardo nell'irrigare che si compromette tutta la produzione di una annata. Per non parlare nel caso in cui si è costretti a saltare alcuni turni. Ciò che resta degli agrumeti lo si può solo rullare nelle cartine, e per chi è ancora incline a certi vizi, fumarselo. Tutto ciò sempre correttamente pagando quanto è forse anche di più di quello che non viene fornito dai "Consorzi Bonifici"

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