giovedì 22 dicembre 2016

PSR Sicilia 2014/2020 - Misura 4.1 - note dolenti, 7° puntata - sul bio e IGP

Fra i fantasiosi punteggi (criteri di selezione) partoriti dall'Amministrazione nel Bando della Misura 4.1 del PSR Sicilia 2014/2020, che farebbero bene a ritirare, eccone un altro ...

Chi produce in "bio" o con certificazione IGP per ottenere il punteggio relativo deve certificare la vendita della propria produzione rispettivamente "bio" o IGP.

A questo punto, quindi, spieghiamo all'Amministrazione come avvengono le vendite dei prodotti, perchè evidentemente non lo sanno.

Per quanto riguarda il "bio" l'ente di certificazione attesta la produzione fatturata, ma molte volte, in fattura non è indicata la dicitura "bio", o altre volte un produttore vende ad un operatore commerciale la sua produzione; se a quest'ultimo non interessa rivendere nei propri canali il prodotto certificato "bio" nella fattura non viene indicato. Così in questo caso i produttori che sono in regola ... perderanno il punteggio, poichè infatti si legge "qualora commercializzi  almeno  il  50%  della  produzione certificata biologica".

Per quanto riguarda l'IGP la situazione è ancora peggiore.
Nel Bando si legge "qualora  commercializzino almeno il 50% della produzione come certificata con i suddetti sistemi".
Nelle fatture di vendita dei prodotti IGP, per esempio, non troviamo mai la dicitura IGP, ma la certificazione accompagna il prodotto, che poi viene marchiato e bollinato IGP dall'operatore commerciale che ne rivende il prodotto ala GDO.
Anche in questo caso  i punteggi relativi non potranno essere assegnati.

Ma c'è di più: siccome nel Bando viene indicata la dicitura "commercializzazione" ... ebbene all'Assessorato sappiano che la produzione agricola non è detenuta dal produttore, pertanto non la commercializza, la produzione è detenuta dagli operatori commerciali che la rivendono alla GDO o ai Mercati all'ingrosso, quindi nelle diciture del Bando sull'assegnazione dei punteggi non solo è discriminante l'obbligo della commercializzazione di almeno il 50%, ma è proprio sbagliata la parola "commercializzazione".

E su questo l'Amministrazione si attenda una marea di ricorsi da parte di tutti gli agricoltori in buona fede che producono in "bio" ed in IGP e vogliono riconosciuti i relativi punteggi!

Più leggiamo questo Bando, più ci rendiamo conto che non è confacente alle nostre esigenze siciliane ...

... continua ...

1 commento:

  1. Questa purtroppo è un' altra delle "belle pensate" del nostro amato Assessore Cracolici...sicuramente mal consigliato, in quanto totalmente ignaro dei meccanismi insiti nella commercializzazione dei prodotti bio e IGP. In effetti i produttori "Vendono" o conferiscono nella stragarande maggioranza le loro produzioni ad associazioni di produttori o commercianti, i quali poi li commercializzano alla GDo o al dettaglio. Per le produzioni biologiche Il Bando fa riferimento a un equivoco di fondo, ovvero che TUTTI i produttori biologici percepiscano i contributi relativi al piano di sviluppo rurale. SOLO IN QUESTO CASO, INFATTI, SONO OBBLIGATI AL CONFERIMENTO DI ALMENO IL 50% DELLA PRODUZIONE A UN COMPRATORE CHE COMMERCIALIZZA SUCCESSIVAMENTE IL PRODOTTO COME "BIOLOGICO". E in tutti gli altri casi, ovvero quando il Produttore, pur essendo BIo : a)reimpieghi le produzioni ottenute per la propria attività agrituristica; b)vende la produzioni a chi gli pare e con le modalità che vuole, (pur essendo produzioni bio certificate), in quanto non aderente ai bandi che prevendono aiuti comunitari per le produzioni biologiche?? Per quale motivo non avrebbero diritto a un punteggio aggiuntivo, considerando che sono comunque soggetti agli obblighi, ai costi aggiuntivi e alle perdite di produzioni derivanti dall' adozione del metodo di coltivazione biologico??

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