domenica 5 febbraio 2017

Misura 4.1 PSR Sicilia 2014/2020 - botta e risposta La Via/Cracolici


Sul quotidiano La Sicilia di venerdì scorso l'on.le prof. dott. agr. Giovanni La Via interviene sul bando settimino della Misura 4.1 del PSR Sicilia, indicando alcune delle criticità che da mesi tutti i tecnici lamentiamo, e lo fa con la competenza di un dottore agronomo, di un professore Ordinario di Economia Agraria della Facoltà di Agraria (oggi Di3A), e con l'esperienza di imprenditore agricolo.
Quello che si legge è davvero poca cosa rispetto alle sciocchezze che leggiamo, ai criteri di selezione fantasiosi e "raffazzonati", e potrei stare qui a scrivere fiumi di parole.

L'indomani, sabato, com'è giusto che sia in una democrazia, l'Assessore on.le Antonello Cracolici (che legge il mio blog) fa la sua replica.
Spiace, però, leggere con quale asprezza viene fatta; non viene fatta una critica costruttiva, ma una critica aspra, ma soprattutto non rispondente a verità in molte delle dichiarazioni.

Caro Assessore, Le elenco alcune inesattezze:
1) Ella sulla questione "punteggio biologico" dice: "In ogni caso alle colture biologiche sono assegnati 12 punti, mentre al non integrato 10".
Assessore Le chiedo su questo punto: ma abbiamo a disposizione un altro Bando, altri Criteri di Selezione? Questi 10 punti non ci sono scritti da nessuna parte!

2) Ella afferma "non ci sarà polverizzazione della spesa come avvenne con la programmazione 2007-2013 che fu fatta mentre proprio La Via era Assessore" "l'83% del bando 121 del vecchio Psr è stato utilizzato per comprare mezzi agricoli".
E qui spiace, ed anche molto, leggere quella inutile ed incostruttiva asprezza nella risposta, risposta del tutto falsa, infatti:
a) L'on.le prof. dott. agr. Giovanni La Via fu assessore dal 30-05-2008 al 30-06-2009  quando erano "a fine programmazione" i POR 2000/2006, e non il PSR 2007/2013
b) la Misura 121 del PSR Sicilia 2007/2013 venne pubblicato in data 17/06/2009 e la 1° sottofase si aprì al 10/07/2009 e si chiuse al 10/11/2009
c) con la Misura 121 non è affatto vero che sono stati fatti acquisti per l'83% di "trattrici" (Assessore!!! Si chiamano trattrici, non trattori!!!), ma sono stati effettuati nelle 3 sottofasi moltissimi investimenti aziendali
d) Ella riferisce che "in ogni caso per l'acquisto di trattori è previsto un punteggio molto basso".
Le ritorno a chiedere: ma abbiamo a disposizione un altro Bando, altri Criteri di Selezione? Questi punti "molto bassi" non ci sono scritti da nessuna parte!

3) La registrazione di un qualsivoglia contratto è "per legge" obbligatorio dopo l'apposizione delle firme da parte dei contraenti, ed Ella da "legislatore regionale" dovrebbe saperlo ...

Irretisce, inoltre, leggere quel modo aspro di definire "possidente" ... 

Sperando che sia un refuso di stampa (com'è moda ormai di dire), mi accorgo che l'intervista finisce con queste parole "noi proviamo a rimuovere l'agricoltura siciliana"; ma sul quotidiano di oggi non mi sembra di aver visto una rettifica di questa frase ...

7 commenti:

  1. Egregio Dott., Lei pensa/spera che la frase "noi proviamo a rimuovere l'agricoltura siciliana" sia un refuso???
    A mio avviso, ahimè, credo trattasi di lapsus. Lapsus freudiano.

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  2. Diciamo che effettivamente, moltissime aziende utilizzano i psr solo per aggiornare il proprio parco macchine.
    Mi ricordo che per i POR ci fu una vera e propria invasione di mezzi agricoli ed anche per i psr non cambiò tanto la novella.
    Basta recarsi da un qualsiasi rivenditore di macchine agricole per accorgersi di quante macchine usate hanno sul groppone.
    Il caro onorevole, come moltissimi altri, dovrebbe parlare con gli agricoltori e capire veramente cosa bisogna inserire nei bandi, per non morire questa agricoltura che cosi tanto ama.
    Questa mania di elogiare dottori, onorevoli, professori e via dicendo, deve finire.
    Il problema di sempre e come accaparrarsi gli agricoltori per fargli far un bel progettino.
    Non giriamo attorno ad un tavolo, ormai si sa chi ha la convenienza di tutti sti bandi e banducci.
    Fate acquistare agli agricoltori cio che gli serve, fate capire, spiegate che non esistono solo le parcelle e le percentuali.
    Ho visto centinai di progetti fatti col sederino, dottori che non sanno neanche cosa sia un trattore o un aratro o una seminatrice.
    Ma andassero a studiare prima!!
    La cosa peggiore è che vogliono far rimanere l'agricoltura e gli agricoltori nell'ingnoranza piu totale.
    Spiegate e parlate con gli agricoltori invece di far propaganda sui giornali, solo cosi potete capire cosa sia la vera agricoltura.
    Cio che ho scritto, lo dico perchè ho visto tutto ciò e sentito dalla mie orecchie cose da non credere.
    Cracolici, anche se sbaglia ad affermare cose piu o meno vere, non sbaglia affatto se dice che i progetti sono stati fatti quasi esclusivamente per i "trattori".
    Le percentuali, da dare ad un "dottore" per il progetto, sono troppo ALTE!.
    Non mi stancherò mai di dirlo.
    E ripeto, magari sapessero cosa fanno acquistare, ma non lo sanno neanche loro.
    In provincia di Enna, Caltanissetta ecc, ho visto progetti con inseriti trattori da 120 cavalli ed aratri portati a 4 vomeri o 5 vomeri.
    Agricoltore scecco e progettista scecco per due.
    Con osservanza dottore.

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    1. Che non vi sia moltissima competenza tra i progettisti ci può anche stare (non tutti abbiamo le medesime competenze in tutti gli ambiti, e i tecnici specialisti sono una garanzia per gli agricoltori), ma...le percentuali son TROPPO ALTE??? Il 3% per un progetto che includa macchine e attrezzature varie è una PERCENTUALE ALTA??? Peccato che quale agricoltore poi si affidi a tecnici che operano IN PALESE CONFLITTO DI INTERESSE e poi non si lamenti se gli chiedono il 10%, perchè "con loro c'è la certezza dell' approvazione del progetto!" Ma fatemi il piacere.

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    2. Quindi, io dovrei dare il 3% ad un incompetente che non conosce la differenza tra una seminatrice ed un coltivatore? che combina minkiate nel progetto e non ha neanche l'ulmiltà di dire ho sbagliato?
      Sia chiaro, non si sta facendo di tutta l'erba un fascio, ma è palesemente chiaro a tutti, che il "titolo" non da ne la certezza dell'approvazione del progetto e nenache il diritto di sentirsi superiore quando si è inetti.
      Perchè mai dovrei dare il 10% ad un tecnico che come premessa mi dice: io qui ti faccio tutto il pacchetto.
      Non posso andar io all'ufficio tecnico del comune? Non posso andar io o prendere un mio conoscente e fargli fare la richiesta di qualsiasi altra cosa?
      Nooo, ti fanno il pacchetto, cosi tu gli dai le tue belle 40/50 mila euro più iva.
      Ma per cosa?? Perchè dietro la porta hanno la targa con il Dott impresso?
      Ma fatemi il piacere voi.
      Fate informazione, o meglio la sciar sempre gli agricoltori come sudditi.?
      Spiegate a tutti come si può far da soli la domanda pac con otp e non chiedere i soldi per un servizio che molte volte affolla i caa per aziende che possono tranquillamente farsi da se la domanda.
      Noo, non lo dite, cosi tra di voi dottori vi vantate di dire io ho x fascicoli aziendali e faccio y domande uniche.
      La vuole sapere una cosa dottore? Io ho maturato un debito con il mio caa, per via della presentazione delle domande uniche, che ad oggi, con questa quotazione dei terreni dovrei venderne 3 ettari per pagare lui.
      Lei lo sa quante aziende non pagano i caa perchè non riescono a pagarlo?
      Perchè non lo si dice agri agricoltori, PUOI FARTI DA SOLO LA DOMANDA UNICA?
      Ben diversa è la storia dei progetti, perchè come tutti sanno, se non hai tutti i bonifici in mano non ti fanno il collaudo e quindi diventa una priorità del progettista far di tutto affinchè il progetto sia approvato.
      Ripeto, l'informazione fa creschere l'agricoltura e gli agricoltori.

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  3. In genere non mi presto a una polemica "sui generis" tuttavia nel suo caso ritengo necessario fare alcune precisazioni.
    Vi sono attualmente due categorie di "tecnici": chi compila domande uniche, fascicoli aziendali e domande PSR sul portale informatico e chi svolge l' attività di tecnico sul campo. il compilatore di domande sul portale informatico ha bisogno del tecnico della ditta che gli spieghi la ripartizione colturale e le principali caratteristiche tecniche ed economiche dell' azienda, se è condotta in affitto o in proprietà, quale è il programma colturale futuro, se ci sono stati frazionamenti, se il fascicolo dell' azienda, cosi come lo "interpreta" l' AGEA dalle foto aeree corrisponde alla realtà di campo et etc. Queste due figure professionali possono anche confluire su una sola, ma una cosa è certa: le competenze spesso si scontrano con la burocrazia, e in quel caso puoi essere il tecnico più abile e competente del mondo, ma vai a sbattere contro un muro di gomma. Ecco cosa fa il tecnico (quello competente, che redige i progetti e fa i sopralluoghi sul campo, non quello che scambia una seminatrice per un coltivatore): si scontra con la burocrazia e con i "tecnicismi irrazionali" della Regione, e lo fa al posto dell' agricoltore e nell' interesse dell' agricoltore stesso, per risparmiargli a lui la botta. Purtroppo, nell' onorario da pagare al tecnico c'è (dovrebbe, in teoria) compreso anche questo.
    Io personalmente sono un tecnico puro, non mi occupo di compilare domande. In quanto alla possibilità di compilare domande e gestirsi il fascicolo, in realtà anche l' agricoltore può direttamente operare sul terminale, ma deve essere in possesso di determinate competenze tutt'altro che alla portata di tutti, tanto da finire per passarsi il tempo davanti al computer a scervellarsi invece che gestire la propria azienda..questa purtroppo è la realtà.
    Personalmente mi sento di darle un consiglio, o meglio, di esternarle una considerazione personale. Diffidi da chi le dice: io le gestisco il fascicolo e le domande, pertanto solo io posso presente i progetti....spesso non hanno neanche le competenze o i titoli per farlo, geometri, ragioneri e commercialisti è bene che si occupino di altro!

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    1. Grazie per la sua cordiale e costruttiva risposta.

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  4. Sì rende tutto complicato permettendo a certi personaggi di proliferare.
    Un'altro fine è quello di sfoltire l'utenza

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