venerdì 17 marzo 2017

PSR Sicilia 2014/2020: i progetti negati

Continuo a ricevere email da parte di colleghi che non riescono a dare risposte alle richieste degli agricoltori.
Io stesso nella giornata di ieri non riuscivo a "creare" punteggi per agrumicoltori invasi dalla tristezza e inermi innanzi a una politica che ha deciso che l'agrumicoltura, al pari della viticoltura etnea, deve morire!

Non ci sono nel bando settimino della Misura 4.1 del PSR Sicilia 2014/2020 pari opportunità per i vari comparti, segnale inequivocabile che il bando è stato costruito per alcuni ... e qui mi fermo perchè se continuo a scrivere mi becco una querela!

Riporto un'ultima email ricevuta, alla quale non so proprio rispondere ... 
Caro Corrado,
questa mattina, per la seconda volta, ho dovuto dire di no ad un’azienda che avrebbe voluto partecipare al bando per la misura 4.1.
In questo caso si trattava di un’azienda con 28 ha di agrumi, nel caso precedente ho dovuto dire di no ad un’azienda con 325 ha di seminativo (!!!).
In entrambi i casi, si trattava di aziende attive, funzionanti, e con tutte le carte in regola (quella più grande l’avevo già fatta partecipare, con successo, alla III sottofase della misura 121).
La motivazione dei miei NO? Non possono raggiungere i 25 punti se non inventando iniziative ridicole ed investimenti per loro inutili, cosa a cui sinceramente non mi presto.
Tutto questo comporta, per le aziende e per il professionista, la rinuncia ad alcune migliaia di euro di benefici.
Qualcuno, oltre me, ha avuto esperienze simili?
Esiste la possibilità di un dialogo su questo argomento?


Fossi stato al posto dell'Assessore ... mi sarei dimesso da tempo, eppure lui va agli incontri a mò di sfida ... incurante delle lamentele e da quanti durante gli incontri "lo investono a parole".

Comprendo che è in campagna elettorale ... ma di campagna ... siamo proprio lontani, rimane solo "elettorale" ...

4 commenti:

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  2. Hanno già perso le elezioni...e come tutti gli sconfitti, prima di ritirarsi fanno terra bruciata intorno.

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  3. Io ho dovuto dire di no almeno ad una decina di ditte, operanti nei settori dei seminativi, degli ortaggi a pieno campo e della serricoltura, xè qlcno dovrebbe spiegarmi come posso far partecipare questi produttori alla 4.1 così com'è? Poi, per fare cosa?
    La cosa grave, purtroppo, è un'altra. C'è qlcno che non convinto delle mie precise e meticolose indicazioni, si reca presso altri professionisti, i quali poi mettono questi poveretti dentro il sacco. Non c'è deontologia. Non c'è serietà.

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    1. Problema atavico..molti colleghi non hanno capito che ad agire con queste modalità si configura il reato di truffa o, nella migliore delle ipotesi, di attività deontologicamente scorretta, e quindi soggetta a sanzioni. Se una ditta non ha i requisiti sufficienti per essere finanziata deve essere messa al corrente della situazione con la massima trasparenza.

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