lunedì 17 aprile 2017

La "dilatazione" delle particelle catastali

Se cercate su Wikipedia la definizione di particella catastale, il servizio vi ritorna questa definizione:
"La particella catastale, detta anche mappale, in Italia, è una porzione di un terreno o di un fabbricato di proprietà di uno stesso individuo o società.
La particella catastale è l'unità di riferimento del catasto terreni. Essa è una porzione di terreno continua fisicamente, con lo stesso possessore, con la stessa qualità e classe di coltura e ubicata nello stesso comune. Il catasto viene detto "particellare", volendo indicare, con questo termine, la suddivisione del territorio in tali particelle."

Eppure l'Agea, che detiene, custodisce ed elabora i fascicoli aziendali di tutte le aziende agricole d'Italia gestisce le particelle catastali in modo davvero inusuale, ma anche anomalo!
L'Agea:
- non tiene conto delle particelle inferiori a 1 "ara", ovvero a mq 100;
- non inserisce, nè elabora le superfici relative alle centiare, quindi ad mq 1 a mq 99.
Oltre a ciò l'Agea effettua una "fotointerpretazione" delle colture, arrivando spesso a errori macroscopici che, anche se segnalati, rimangono tali.
Ed ancora: l'Agea effettua spesso rimaneggiamenti/aggiornamenti del sistema, indicati come "refresh", che invece di risolvere i problemi dei singoli agricoltori li moltiplica, senza che poi ci si possa "difendere".

Ma ciò che è stupefacente è che l'Agea effettua una "dilatazione" delle particelle catastali, anche dell'ordine del 10/12%.
Infatti proprio in queste settimane scorse, mi sono imbattuto in una situazione in cui una pa agricoltore aveva una particella catastale di 5 ettari, divenuta "grazie all'Agea" di 5,5 ettari, ovvero del 10% in più.
Sicuramente questa cosa appare risibile, ma immaginate un fascicolo aziendale in cui viene inserito in modo "coatto" il 10% di superficie in più ... che succede?
Succede che qualunque operazione "al terminale" diviene impossibile, e allorquando l'Agea "restringe" la particella, riportandola ai valori originali, scaturiscono anche controlli per erogazioni "fantasma", per errori che vengono, poi, imputati all'agricoltore ...
Insomma, per dirla pulita, "un macello"!

Eppure l'ignaro agricoltore aveva, ed ha, sempre quelle particelle, di cui l'Agea non conosce le centiare, ma ne "dilata" fino ed oltre al 10/12% la superficie!

1 commento:

  1. Non si potrebbe a coro denunciare agea e Sian per questi fatti?perché sta diventando qualcosa di impossibile.muoviamoci mannaggia ci stiamo facendo distruggere

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