domenica 30 aprile 2017

La richiesta energetica

Qualche giorno fa mi affacciandomi da un balcone di un avvocato acese ho notato questo palazzo; sui terrazzini, sulle pareti decine e decine di compressori per climatizzatori.
E chi non ha un climatizzatore a casa, mi sono detto.
E da lì un pensiero: "la richiesta energetica crescente".
Viviamo in un mondo telematico, fatto di connessioni, fatto di condivisioni, ma in un mondo che, rispetto a qualche decennio fa, è notevolmente migliorato grazie alla tecnologia.
Ma tutto ciò ha un prezzo: il consumo di energia.
E questa energia costa e costerà sempre di più, anche perchè il nostro paese è uno di quei paesi strettamente legato al consumo di energia "da fossile", anche se con qualche "aggiunta" di energia rinnovabile.
Siamo attorniati da paesi con energia a basso costo, quali la Francia, e dalla quale la importiamo, ma grazie al referendum del 1987 il "paese Italia" scelse di dire NO all'energia nucleare.
Da anni gli impianti fotovoltaici "a terra" sono stati vietati, senza una razionale logica, anche perchè molti terreni agricoli difficilmente coltivabili (sia per le caratteristiche orografiche che pedologiche) avrebbero potuto dare agli agricoltori un reddito, ed alla collettività energia rinnovabile.
Gli impianti eolici, e minieolici, hanno la limitazione del posizionamento e della instabilità della generazione di energia, tutta legata alla presenza del vento.
Gli impianti di biomassa sono, almeno nella nostra regione, ancora "in alto mare", ed andrebbero potenziati sul territorio, realizzando non "i mostri mangiatutto", ma mini impianti che possano anche utilizzare scarti della produzione, della potatura, insomma avvicinarli alle realtà che producono biomassa.
Gli impianti a turbina sottomarini rimangono delle fantascientifiche chimere.
E però, tutta l'energia che chiediamo ogni giorno da dove si prende e da dove si prenderà? E quali aumenti di prezzo siamo disposti a sopportare economicamente?
Urge una seria riflessione sull'approvvigionamento energetico, sui costi e soprattutto sui tempi per la realizzazione di impianti produttivi alternativi a quelli "classici".

1 commento:

  1. Egregio Dott., possiamo riflettere quanto si vuole ma.... a mio avviso, fin quanto c'è chi come un "tossico" avrà bisogno e dipenderà dall'energia elettrica, ci sarà chi lucrerà su questo, e farà di tutto, con ogni mezzo, per difendere il suo redditizio business. Sul fatto che oggi si viva meglio mi sembra molto ma molto relativo.

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