Passa ai contenuti principali

La ritenuta d'acconto: una follia che resiste ad ogni Governo



Ogni anno la stessa storia, alla ricerca della ritenuta d'acconto!
Cambiano i Governi, ma non cambia il modo vessatorio di estorcere quel 20% che ai professionisti non viene pagato al momento del saldo della fattura, ma che poi i clienti spesso dimenticano di versare. E nei giorni della preparazione della denuncia dei redditi avviene che tutti andiamo a caccia della Certificazione Unica, altrimenti il Fisco "bussa alla nostra porta".

Riporto, in copia/incolla, uno dei post scritti qualche anno fa, e purtroppo sempre attuale.

Ritorno sul folle adempimento che tutti noi professionisti subìamo ogni anno: LA RITENUTA D'ACCONTO.
Lo Stato ci trasforma in Ispettori e Vigilatori Fiscali.
Quando emettiamo una fattura sull'imponibile aggiungiamo una percentuale del 2%, relativa alla Cassa di Previdenza e l'IVA, ancora del 22%.
Poi per il saldo della stessa scorporiamo il 20% dell'imponibile che è la RITENUTA D'ACCONTO.
Cosa succede? Una serie di cose "belline belline":

  1. Lo stato trattiene quel 20% anche per oltre un anno e mezzo prima del naturale versamento. Ad esempio: in una fattura emessa a gennaio la ritenuta d'acconto viene operata a febbraio, cioè pagata a febbraio, ma noi nella denuncia dei redditi possiamo utilizzare quell'importo nel giugno/luglio dell'anno successivo.
  2. Se il cliente, che diviene a tutti gli effetti un sostituto di imposta, non opera il pagamento, per vari motivi, innanzi tutto noi non possiamo ottenere l'anno dopo la certificazione del pagamento e di conseguenza non possiamo defalcare l'importo dal pagamento delle tasse, ma è da sottolineare che in questo caso non avendo riscosso quell'importo lo versiamo "di tasca".
  3. Se il cliente non ha operato il versamento a tempo debito ... dopo nemmeno un anno dalla denuncia dei redditi nostra, e quindi da due a tre dal mancato versamento, l'Agenzia delle Entrate non effettua l'operazione "recupero" al cliente "moroso", ma direttamente a noi ... che "non abbiamo vigilato" sulla effettuazione del versamento stesso. Dovremmo., quindi, divenire dei "vigilatori fiscali"!
  4. L'Agenzia delle Entrate, perciò, persegue chi ha emesso la fattura e non chi ha omesso il versamento, addebitando anche sanzioni ed interessi che ... di fatto spetterebbero a chi ha omesso il pagamento e non a chi ha emesso la fattura.
Forse sarebbe da chiarire al FISCO l'esattezza del verbo emettere e del verbo omettere ... che vede "imputati" due soggetti diversi!

Commenti

Post popolari in questo blog

Saldo PAC 2018

Nonostante le rassicurazioni da parte di Agea sul pagamento di quasi tutte le domande del premio PAC 2018, continuo a ricevere moltissime segnalazioni di mancati pagamenti; forse quelle istanze sono "a controllo", o forse sono con anomalie ai fascicoli aziendali. Metto a  disposizione questo post per i commenti dei moltissimi lettori che utilizzano il blog per scambiarsi informazioni.

Saldo PAC 2018

Maggio, e poi giugno. Ed entro fine giugno andrebbero pagati tutti i premi PAC, mentre c'è ancora chi attende l'acconto, ed infatti continuo a ricevere messaggi da agricoltori da mezza Italia. Rifaccio questo post per dare la possibilità ai lettori del blog di continuare a scambiarsi informazioni.

Niente IMU sui fabbricati rurali collabenti, lo dice la Cassazione

Finalmente si mette la parola "fine" alle "liti" che sorgono fra i Comuni che richiedono l'IMU anche sui fabbricati collabenti, o comunque non utilizzabili. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10122 dell'11 aprile 2019, che trovate per intero qui sotto in formato grafico, dice no al pagamento dell'IMU, ma dice pure che questi immobili degradati, collabenti o ruderi, per non pagare l'IMU devono comunque essere iscritti al Catasto. Unico neo di tutta la vicenda, però, è che il patrimonio edilizio rurale "va a farsi benedire", poichè moltissimi sono gli edifici che pur non essendo utilizzati godevano di buone condizioni statiche e di manutenzione, ma sono distrutti, proprio a casa della imposizione fiscale dell'IMU, una delle tasse più ingiuste e care che il Fisco si sia inventato.