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Posta dove sei che non ti vedo

Oggi avrei dovuto scrivere un'altra puntata de "Piange il telefono all'Assessorato al lavoro", ma mi scrive un giovane collega e ... non posso fare a meno di riportare ciò che gli è successo ... in una Europa lontanissima, praticamente inesistente!

Buongiorno dott. Vigo, sono un assiduo lettore del suo blog.
E leggendo sempre se sue vicende "Europee" avrei piacere a raccontarle una vicenda molto simile:
Vivo in un paese in provincia di Enna, Troina per l'esattezza. 
Una mattina decido di accompagnare mia nonna alla posta, poiché le operazioni che doveva fare potevano essere eseguite solo da un operatore, quindi non mi era possibile eseguire il disbrigo online. Ci rechiamo alla posta (che consente ad un bacino di circa 15.000 persone di usufruirne) la quale però è chiusa per lavori interni. 
Pertanto appresa la notizia, e vista l'urgenza dell'operazione, decido di recarmi presso l'ufficio postale più vicino, Cerami a circa 12 km.
Entro e l'operatrice mi comunica che da 3 giorni sono senza "linea" pertanto non é possibile eseguire alcuna operazione. Ma mi invita a recarmi a Nicosia. Percorro altri 34 km e dopo qualche ora di attesa, perché c'era un solo sportello aperto, ed un operatore giustamente molto incasinato, riesco nel disbrigo di tutto.
Rientro a casa pensando che per una consueta operazione alla posta ho percorso 92 km impiegando circa 4 ore e mezza. 
Eh niente sembra di non essere proprio in Europa..

Posta dove sei che non ti vedo!

Commenti

  1. Eppure mi trovavo in Sicilia (Butera, CL) e non nell'agognata Europa, quando ho visto un furgone trasformato in ufficio postale, posteggiato nei pressi dell'immobile di proprietà delle P.T. che era in ristrutturazione. Malgrado gli ovvi disagi, regolarmente svolgeva quasi tutti i servizi.
    Pertanto, quando si vuole le soluzioni si trovano anche ai bordi dell'Europa.

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