domenica 3 novembre 2019

Sulla inutilità del "Fondo nazionale agrumicolo", 5° puntata

A chiusura di queste "puntate" su un Decreto di soli 10 milioni di euro con il quale si dovrebbero fare chissà quante cose, ma la cosa principale non si fa e non si farà, ovvero dare la possibilità agli agrumicoltori di reimpiantare i propri agrumeti colpiti dal virus della tristezza, o danneggiati dal mal secco, mi chiedo: ma chi le scrive queste cose?
E poi mi chiedo: ma a chi serve sbandierare un intervento sugli agrumi, quando lo stesso è "vuoto"?
Chi ha scritto il Decreto sa che per reimpiantare un ettaro di agrumeto ci vogliono mediamente 15.000,00 euro?
E con quei 10 milioni di euro, ammesso che in parte venga destinato al reimpianto (cosa che non credo) quanti ettari possono reimpiantarsi? Lo sanno?
Beh ... glielo diciamo noi: solo 666 ettari ... mentre la problematica interessa almeno 65/70.000 ettari.
Quindi se quei 10 milioni di euro andassero tutti alla riconversione degli impianti si potrebbe reimpiantare lo 0,95% della superficie agrumetata interessata.
Ecco che le cifre, come ho scritto in questi giorni, fanno ridere, ed ecco perchè questo "Fondo nazionale agrumicolo" è del tutto inutile.
E, poi, ribadisco: leggete bene l'art. 1. Applicando l'articolo 1 del Decreto, le "mirabilie" dell'art. 3 e dell'art. 4 non possono applicarsi.
Come dire "io ci ho messo i reimpianti, ed accontento l'opinione pubblica, ma tanto non solo non ci sono i soldi, ma soprattutto l'art. 3 e 4 non possono essere applicati".

Forse sarebbe il caso di ritirare il Decreto, perchè il comparto produttivo agrumicolo non se ne fa nulla!

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