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Interrogazione su Agea


Sulla bufera che ha investito l'Agea, quella relativa alla convenzione con i CAA, ecco che spunta una interrogazione al Senato del 2 dicembre scorso 
che riporto qui sotto in copia/incolla:

Pubblicato il 2 dicembre 2020, nella seduta n. 279

DE BONIS , DE FALCO , MARTELLI , GIARRUSSO , FANTETTI , LONARDO , PACIFICO , RUOTOLO , SACCONE , CARIO , BUCCARELLA , TRENTACOSTE , NUGNES , FATTORI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. -
Premesso che:

l'AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) è il principale soggetto erogatore di contributi pubblici al sistema delle imprese agricole. Coordina l'attività degli OPR (organismi pagatori regionali) e rappresenta l'Italia nei rapporti con l'Unione europea;

quale amministrazione pubblica, secondo l'articolo 10 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, l'AGEA deve garantire gli obblighi di pubblicità, di trasparenza e di diffusione di informazioni. Infatti, la promozione di maggiori livelli di trasparenza costituisce un obiettivo strategico di ogni amministrazione, che deve tradursi nella definizione di obiettivi organizzativi e individuali, in ogni fase del ciclo di gestione della performance;

considerato che:

il primo firmatario della presente interrogazione ha presentato diversi atti di sindacato ispettivo che denunciano un certo modus operandi che induce a ritenere che vi siano interessi reconditi, riconducibili al direttore di AGEA, dottor Papa Pagliardini;

attraverso le interrogazioni: 4-02931 del 19 febbraio 2020 (sull'esclusione dal servizio di assistenza dei piccoli centri autorizzati di assistenza agricola, CAA); 4-03285 del 29 aprile (sull'eliminazione dei liberi professionisti dalle attività riconducibili ai CAA e obbligo per i CAA di operare esclusivamente attraverso dipendenti); 4-03508 del 21 maggio (sui malfunzionamenti del sistema informativo e conseguenti difficoltà per gli operatori di elaborare le domande e sulla richiesta di commissariare AGEA); 3-02079 del 10 novembre (sulla graduale eliminazione dei liberi professionisti dai CAA); 3-02138 del 25 novembre (sull'intesa tra AGEA e CAA-Coldiretti), il primo firmatario ha tenuto ad evidenziare comportamenti poco trasparenti da parte del direttore di AGEA;

in Parlamento vi sono state rimostranze di varie forze politiche contro AGEA, in maniera trasversale, perché le modifiche apportate dal suo direttore alla convenzione CAA 2020-2021 nascondevano probabilmente altri interessi, certamente non riconducibili a fini di utilità per gli agricoltori. E proprio grazie agli ultimi atti di sindacato ispettivo, alla fine, non avendo comunque concesso la proroga del termine per la formalizzazione della sottoscrizione della convenzione, ha dovuto consentire che tutti firmassero con riserva per non pregiudicare i loro diritti;

tenuto conto che, per quanto risulta agli interroganti:

il direttore di AGEA risulta essere socio azionista, dal 3 dicembre 2019, di AgriRevi S.p.A., una società di revisione e certificazione di bilanci, riconducibile alla Coldiretti, in quanto il suo presidente, dottor Raffaele Grandolini, è consigliere delegato del CAA di Coldiretti;

il ruolo di direttore di un'Agenzia così importante per le erogazioni dei fondi comunitari e quello di azionista di una società riconducibile alla Coldiretti, che beneficia di tali fondi, contrasta con l'imparzialità richiesta per tale funzione, che potrebbe venire pregiudicata proprio dalla coesistenza di ulteriori, personali interessi in causa;

questo ruolo parallelo potrebbe spiegare il comportamento anomalo del direttore di AGEA, che ha sempre affermato di agire nel giusto e di non danneggiare nessuno di fronte all'ipotesi di vedere espulsi dal sistema dei CAA migliaia di professionisti, costringendoli in tal modo a dirigersi verso i CAA delle associazioni professionali, tra cui anche il CAA Coldiretti;

il dottor Papa Pagliardini così come si è premurato di chiedere il parere all'Autorità garante della concorrenza e del mercato circa le scelte contenute nella convenzione, omettendo però alla stessa la sua contemporanea appartenenza ad una società riconducibile alla Coldiretti (firmataria della convenzione), allo stesso modo avrebbe dovuto chiedere all'Autorità nazionale anticorruzione la sussistenza o meno della compatibilità del suo incarico nella pubblica amministrazione con quella di azionista di una società collegata alla Coldiretti;

la situazione che si appalesa è tale da danneggiare seriamente non solo la reputazione del soggetto coinvolto ma anche quella dell'organizzazione pubblica in cui opera: un rischio importante in quanto, se anche solo uno dei dirigenti AGEA si trovasse in una situazione di conflitto d'interesse non gestita, i soggetti esterni potrebbero ritenere che l'intera organizzazione AGEA sia indulgente rispetto a tali pratiche;

al direttore AGEA veniva richiesto di agire in modo indipendente, senza interferenze, ma l'interesse secondario (finanziario e non) ha interferito con quello primario (trasparenza e imparzialità), dopo appena un mese dalla sua nomina, avvenuta il 28 ottobre 2019, e per questo sarebbe opportuno che rassegnasse le proprie dimissioni,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo voglia fornire chiarimenti circa la condotta del direttore AGEA, dottor Papa Pagliardini, che, in qualità di dirigente della pubblica amministrazione, avrebbe dovuto osservare l'obbligo di pubblicazione dei dati riguardanti le modifiche degli interessi (finanziari e non finanziari) in grado di interferire con i doveri e le responsabilità del delicato ruolo, comunicandolo tempestivamente all'amministrazione di appartenenza;

se non ritenga che egli avrebbe dovuto astenersi dal portare a compimento la convenzione 2020-2021 in presenza di un interesse secondario proprio e se, pertanto, non sia del parere che vada sospesa non solo l'efficacia della convenzione ma anche l'incarico di direttore;

se non ritenga opportuno definire, attraverso un codice di condotta, il contenuto degli interessi secondari (finanziari e non) e di quello primario dell'AGEA, per non incorrere nel rischio che l'Agenzia pubblica assuma una cattiva reputazione.

Commenti

  1. Politicanti incapaci, poltronari raccomandati e sindacati che strisciano nel sottobosco della politica nazionale, sono la rovina dell'economia e della crescita di questo paese.

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