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Alluvione 2018 - il pasticciaccio della protezione civile - il giochetto delle percentuali

Se le cose non si leggono con i propri occhi non si credono proprio, in questa assurda vicenda fatta di promesse non mantenute, e soprattutto di danni non risarciti.
La Direttiva della Protezione Civile siciliana prevedeva un rimborso danni, alle aziende colpite dalle alluvione del 18/19 ottobre 2018, con un contributo all'80% di quanto indicato in una perizia asseverata, come da modello allegato alla direttiva, e per un importo massimo di € 450.000,00.
Nella stessa direttiva, poi, in un "italiano imperfetto" veniva indicato che il risarcimento di quell'80% sarebbe stato decurtato del 50% nel caso in cui le aziende agricole fossero state assicurate.
Purtroppo l'italiano imperfetto ha ribaltato il comma della direttiva ed allora la riduzione del 50% è stata applicata a tutti: quindi tutti al 50% di quanto indicato nelle perizie asseverate.
Arrivano le istruttorie: gli importi delle perizie asseverate vengono inspiegabilmente decurtati dal 50% al 90%, sulla quale è stata applicata la prima riduzione dell'80% e poi di un ulteriore 50%.
Quindi una ipotetica cifra iniziale di € 100.000,00 di danni diviene mediamente € 30.000,00 con la decurtazione da istruttoria, € 24.000,00 con la riduzione da direttiva dell'80%, ma di € 12.000,00 con la riduzione "coatta" dell'applicazione dell'italiano imperfetto.
Ma le perizie asseverate perchè le avete richieste se, poi, le avete buttate nel gabinetto???
Finalmente dopo "soli" tre anni dall'evento ecco che esce fuori l'elenco definitivo dove, però nell'allegata disposizione n. 1385/2021 viene aggiunto (postumo rispetto alla direttiva principale) che "I contributi concessi saranno pari al 50% dell’importo massimo ammissibile per ciascuna impresa".
Quindi quella ipotetica cifra di € 12.000,00, già ridotta più volte, adesso va ridotta ancora del 50% e diventa € 6.000,00.
Così un danno di € 100.000,00 verrebbe risarcito dalla "splendida" cifra di € 6.000,00, ma che verrà erogata a presentazione di una fattura di lavori di € 100.000,00 + IVA= € 122.000,00.
Ebbene, si sta giocando al gioco dei bussolotti!
Ma è questo un modo di risarcire le aziende agricole devastate dall'alluvione dell'ottobre 2018, dove la colpa maggiore è quella della Amministrazione Pubblica che non ha eseguito da almeno un trentennio la manutenzione nei corsi d'acqua?

Solo da vergognarsi!
Se i soldi (disponibili) non li volete dare, ditelo prima, invece di venire nei luoghi devastati, come fece il Ministro Di Maio millantando 5 miliardi di euro, e poi qui si fa l'elemosina o, peggio, si rimborsano € 6.000,00 su una fattura sulla quale solo l'IVA è di € 22.000,00!!
Lo Stato si prende € 22.000,00 di IVA, ma ne rimborsa € 6.000,00 col giochetto del "tre oro vince e del tre oro perde"!
Un pasticcio fatto da chi non conosce la situazione nel territorio, e non ha vissuto i danni subìti!

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