Ieri pomeriggio durante il convegno organizzato dal Rotary di Lentini, che ringrazio per l'accoglienza e per la targa ricordo, sono emersi tanti spunti interessanti sulle problematiche del mondo agrumicolo siciliano.
Uno fra tutti, davanti ad una platea corposa, il problema della pesantezza economica dell'IMU.
Questa ingiusta tassa, come ho scritto decine e decine di volte, pesa sugli agricoltori in modo ormai non più sostenibile.
Non si può tassare in modo così elevato una attività produttiva, che fra l'altro non naviga "nell'oro".
L'IMU incide sui terreni agrumetati da 600 a 800 euro per ettaro! Una cifra enorme!
Chi ha dieci ettari ... paga l'IMU ... ma lascia a casa un operaio ... e l'economia ... va a farsi benedire!
Chi ha dieci ettari ... paga l'IMU ... ma lascia a casa un operaio ... e l'economia ... va a farsi benedire!
E, come ho scritto decine e decine di volte, l'importo dell'IMU scaturisce da una valutazione erariale dei terreni che non rispecchia la realtà.
Infatti ... per l'Agenzia delle Entrate ... un ettaro di agrumeto vale da 75.000,00 a 110.000,00 euro per ettaro. Conoscete qualcuno che ha effettuato compravendite a questi prezzi alla piana di Catania?
E ... strano appare che ... mentre l'Agenzia delle Entrate valuta gli agrumeti con questi importi ..., la stessa Agenzia delle Entrate (sigh!?!?!?!) valuta gli agrumeti nei VAM (Valori Agricoli Medi) con importi oscillanti fra i 22.000,00 ed i 34.000,00 euro per ettaro.
L'Agenzia delle Entrate, quindi, mente in una delle due ipotesi: mente nella prima, ovvero mente nella valutazione impositiva più elevata.
E "l'errore", chiamiamolo così, è ben voluto e ben determinato, se non premeditato: innalzare il valore immobiliare solo per "fare cassa".
Non va bene affatto.
E per fortuna quanto prima verranno messe in moto le Commissioni Censuarie: speriamo di riportare alla normalità i valori catastali dei terreni ... siamo stati "derubati" per troppo tempo.
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