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Le aste alimentari

Fra i grandi problemi della remunerazione dei prodotti ortofrutticoli c'è da annoverare quello scaturente dalle "aste alimentari"! che effettuano i grandi gruppi della distribuzione organizzata.
Qualche settimana fa, infatti, leggevo sulla testata online Italia Fruit che l'Eurospin aveva lanciato un'asta per l'acquisto di ben 200.000 confezioni di insalata mista da gr. 200, quella imbustata della IV gamma, ma al prezzo di acquisto di 30 centesimi di euro/cadauna, ma poi la rivende ad un prezzo oscillante fra 89 e 99 centesimi di euro l'una, con un sovraccarico di 59/69 centesimi a confezione, ovvero con u ricarico dal 296 al 330%.
Comprendo che i ricarichi debbano compensare tutti i costi che un punto vendita della GDO deve sopportare per la sua sopravvivenza, dal costo del personale, a quello dell'energia elettrica, alle tasse, agli sfridi, e potrei continuare, ma ... il ricarico appare veramente eccessivo, per di più in un alimento che già di per sè in IV gamma costa molto di più che lo stesso prodotto acquistato "al pezzo".
E però ... la GDO va avanti come un treno, e le aste alimentari continuano, su tutti i prodotti, con grande danno sulle spalle degli agricoltori, l'anello più debole della catena alimentare.

Commenti

  1. Non cerchiamo colpe altrove. La colpa è solo nostra, di noi tutti. Siamo diventati pigri e viziati. Chi ci ha "drogati" con prodotti sempre più "prêt-à-porter" conosce bene la psicologia dei suoi polli da spennare.
    In questo caso: "ma ci vuole tanto a lavare due faglie di lattuga!?!?"

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