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La fine dei fabbricati rurali



Ecco un'altra vittima della cecità legislativa dei nostri governanti.
Un altro dei tanti fabbricati rurali sparsi per il territorio, e di cui ormai facevano parte, distrutti a causa della imposizione dell'IMU.
Un disegno preorganizzato, e forse anche incosciente.
Prima hanno imposto il loro passaggio dal catasto terreni al catasto fabbricati e poi ... la scure dell'IMU su di essi.
E così piano piano i fabbricati rurali disseminati nelle campagne vengono distrutti.
Un vero peccato, figlio della ignoranza dei legislatori.

Commenti

  1. ....e frutto della insipienza del legislatori

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  2. ....e frutto della insipienza del legislatori

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  3. E si dicono ambientalisti! Per loro l'Ambienteideale dovrebbe essere un museo intangibile! Ma intanto nelle aree protette i rovi, i terribili Ailanti e le infestanti tutte, si propagano senza alcun limite e confine (vedere Timpa di Acireale e tante altre zone); questo perchè l'Ambientalista radical chic vuole escludere l'Uomo da questi MUSEI, salvo che come mero spettatore. Nelle aree protette non si consentono neanche minime costruzioni rurali a piano terra con sola pietra locale legno e coppi tradizionali da fornace. D'altronde bisogna o no favorire i ladri degli attrezzi e dei frutti? Allontaniamo pure l'Uomo che produce dai campi! E poi ci si domanda perchè i rovi e le sterpaglie invadono tutta la Timpa di Acireale e si propagano gli incendi..... Ma! Chissà come mai !? (Si domanda l'ambientalista radical chic che non ha mai uasto sul campo un solo attrezzo agricolo!). Il miglior diserbante è l'Uomo che vuole utilizzare rispettosamente il Creato producendo frutti!

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