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Lotta alla siccità - finalmente qualcosa si muove

Dopo anni ed anni di proteste, articoli sui giornali, finalmente il Governo regionale si muove sulla problematica della siccità.
Già il il 27 novembre scorso la Giunta regionale di Governo, con Delibera n. 559 (che trovate sotto in formato grafico), aveva "apprezzato" l'intervento proposto dal Presidente della Regione, nella qualità di Commissario Straordinario contro il dissesto idrogeologico "concernente interventi finanziari a supporto delle imprese agricole contro la siccità e la gestione della risorsa idrica per scopi irrigui e l'allevamento, dando incarico alla Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, ai Dipartimenti regionali dell'agricoltura e dello sviluppo rurale e territoriale, all'Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia e all'Irfis-FinSicilia S.p.A di avviare i relativi procedimenti e individuare le risorse finanziarie, rinviando a successiva deliberazione la specifica determinazione delle caratteristiche tecniche dell'aiuto finanziario".

E ieri in conferenza stampa la notizia, scaturente dalla sopra indicata Delibere 559 del 27/11/2020, di un bando di prossima uscita per la realizzazione di invasi aziendali per la raccolta di acqua irrigua, o la sistemazione degli esistenti, con la possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto del 50%/70% e /o di una parte a mutuo.
Ma ne sapremo di più non appena uscirà il bando.
Qui sotto, in copia/incolla, il testo della conferenza stampa:

Contributi a fondo perduto fino a un massimo del 70 per cento e finanziamenti a condizioni agevolate per la realizzazione di nuovi piccoli invasi aziendali o per il miglioramento di quelli già esistenti nelle campagne siciliane. La misura che consentirà ad agricoltori e allevatori di dotarsi di invasi con il sostegno finanziario della Regione Siciliana è stata presentata questa mattina a Palazzo Orleans dal presidente Nello Musumeci, dall'assessore all'Agricoltura Toni Scilla, dal presidente dell'Irfis, Giacomo Gargano, dal dirigente generale del dipartimento dell'Agricoltura Dario Cartabellotta e dal direttore della Struttura contro il dissesto idrogeologico, Maurizio Croce.

L'Avviso della Regione che assegna i contributi a fondo perduto è finanziato con 20 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione. I mutui agevolati saranno erogati dall'Irfis, attraverso le risorse del Fondo Sicilia.

«Rendiamo finalmente operativa - afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci - un'azione contenuta nel "Piano regionale per la lotta alla siccità. Questa misura mette a disposizione degli agricoltori un prezioso strumento, consentendo alle nostre imprese agricole e zootecniche, soprattutto nelle aree in cui scarseggiano le risorse idriche, di disporre di piccoli invasi diffusi. Opere che, nel rispetto dell'ambiente, saranno importanti anche per contrastare il dissesto idrogeologico del territorio».

L'Avviso prevede una procedura semplificata. I beneficiari sono persone fisiche e aziende. Possono essere finanziati piccoli invasi della capienza massima di centomila metri cubi. L'investimento non dovrà essere superiore a 300 mila euro e il contributo a fondo perduto sarà pari al 50 per cento dei costi ammissibili, ma potrà arrivare sino al 70 per cento nel caso in cui a presentare il progetto siano giovani agricoltori o agricoltori già insediati da cinque anni o si tratti di investimenti collettivi. I criteri di selezione terranno conto anche dell'adesione a regimi di produzione di qualità, come Biologico, Dop, Igp, Docg, Doc e altri ancora specificati dall'avviso.

A integrare i contributi a fondo perduto interverrà l'Irfis, la banca della Regione, attraverso il Fondo Sicilia, così come deliberato dal governo Musumeci lo scorso novembre. L'Istituto concederà finanziamenti a tasso agevolato, della durata massima di 12 anni, di cui 2 di preammortamento, anche a chi non dispone di tutta la liquidità necessaria a completare l'investimento e non è in condizione di ottenere crediti dalle banche. L'importo massimo del finanziamento è pari al 50 per cento dell'investimento ammesso o al 30 per cento, nel caso in cui i contributi a fondo perduto raggiungano la quota del 70 per cento dell'investimento.






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