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Quando ero militare, 17° puntata (sottotitolo: la pulizia camerata e la sorpresa)

La pulizia delle camerata veniva fatta da noi stessi, scelti all'adunata mattutina, scelti a caso, mattina per mattina.
Era una operazione che tutti disdegnavamo, ma capitava un pò a tutti.
Quando ero militare pesavo 105 Kg, per cui tutte le esercitazioni, marce, marcette, corse e corsette, sempre bardati con tuta mimetica, anfibi ed a volte anche i fucili, mi pesavano tantissimo.
Un giorno a Trapani venni "scelto" per la pulizia bagni.
Strumenti? Una scopa e un tubo con l'acqua; guanti, detersivo o disinfettante, nemmeno a parlarne. Sicurezza ed igiene zero.
Così mi diressi nei bagni, che a Trapani erano quelli "alla turca", ovvero con il buco al centro e ai lati delle zone dove poggiare le scarpe.
Inutile descrivere ciò che ho trovato, ma veramente lo schifo, come se tutti si divertissero a non centrare il buco, tanto poi c'era chi puliva.
Così con il tubo e la scopa inizia a pulire; ad un certo punto tra quello che vedevo e la puzza, stavo per vomitare, e mi sono trattenuto solo perchè poi avrei dovuto pulire anche il mio stesso vomito.
Mi ero accorto che  per la pulizia camerate sceglievano quelli che "si nascondevano" fra le teste degli altri commilitoni.
Così iniziai a nascondermi e venivo scelto molto spesso, perchè avevo studiato un modo di non pulire i bagni, e di non fare esercitazioni.
In pratica mi dirigevo subito nelle camerate e ... scopavo per ore ed ore, ma con molta calma, e poi lavavo per terra, anche qui con molta calma, ed in pratica pulivo solo una camerata.
Tutti finivano in fretta, ed io ero ancora lì, con molta molta calma.
Un giorno il sergente mi beccò verso le 11.00 che stavo lavando ancora per terra e mi disse "Vigo, ma tutto questo tempo? Eh? Facciamo i furbi?". Ed io risposi "noi qui ci viviamo, si deve pulire bene, molto bene, perchè era molto sporco, e ci vuole tempo; inoltre devo cambiare l'acqua al secchio e con quel filo di acqua che esce dai rubinetto ci impiego molto a riempire il secchio".
Così molte volte mi "nascondevo" apposta fra le teste dei commilitoni, in modo da essere scelto per la pulizia camerate ed evitavo nel mese di agosto di "scoppiare" sotto il sole trapanese...
Un giorno, però, durante la pulizia camerata andai a rapporto dal tenente e gli chiesi di seguirmi.
Appena giunto in una delle camerate che stavo scopando ... gli indicai un letto e lì sotto gli indicai un preservativo.
Lui mi disse "e allora? pulisci!".
Ed io risposi "signor tenente,  non lo pulisco, mi punisca pure, non lo tocco".
E lui stizzito disse "e perchè? toglilo!"
Ed io "signor tenente ha gli <abitanti> e non lo tolgo, mi punisca pure".
Lui girò i tacchi ed andò via, io andai via, mentre il preservativo rimase lì.
Non so chi lo tolse, ma nel pomeriggio non c'era più.

Certo che se la pulizia camerate oggi avvenisse con un tubo con l'acqua ed una scopa, senza detergente e disinfettanti e senza guanti ci sarebbe la rivoluzione.
Ma nel 1985 eravamo così, trattati come "bestie" e come manovalanza spiccia, che serviva spesso solo per "tenere in piedi" le caserme, e per manutenerle a costo zero.

... domani continua ...

 

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