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Quando ero militare, 5° puntata


Dopo la notte passata "a tipo animali", buttati in uno stanzone "dimenticatoio", finalmente qualcuno si rese conto che eravamo arrivati e che dovevamo fare il CAR avanzato, ovvero stare in quella Caserma un altro mese, 32 giorni per la precisione, e che avremmo dovuto anche effettuare un altro lancio di bomba e un'altra esercitazione di spari.
Nessuno, però, sapeva cosa farci fare.
Siamo stati alloggiati all'ultimo piano della Caserma, la cui foto ho preso da Google, e per raggiungere quel piano c'erano 99 gradini (li contai).
Così ogni giorno facevamo 198 gradini per 7/8 volte almeno: alzabandiera, colazione, esercitazioni, pranzo, esercitazioni, fine esercitazioni, permesso serale. Ogni giorno, quindi facevamo 1.584 gradini e nei 32 giorni 50.688 gradini ...
La permanenza in questa caserma ha una serie di aneddoti che vanno raccontati, ma che racconterò nei prossimi giorni.
Oggi racconto che le cucine erano in rifacimento, per cui la colazione consisteva in cornetti di laboratorio e latte e cioccolata, oltre al caffè, ma il pranzo e la cena venivano preparati in una cucina da campo all'aperto, e ciò che ci veniva propinato era veramente immangiabile, e dopo aver visto uno dei soldati cuochi soffiarsi il naso con le mani e mettere, poi, mani alle pentole, decisi di non mangiare più lì.
Quindi escogitai una "patto" con il panellaro che sostava a fianco della caserma, che guarda caso aveva una "lapa".
Ogni giorno da sotto il cancello mi forniva un panino con le panelle, o con le crocchette di patate o con le melenzane fritte, o misto, ma non mangiai più nulla proveniente da quelle cucine da campo.
E la sera andavo a mangiare fuori, girando ogni giorno una parte nuova di Palermo, che praticamente in un mese girai quasi tutta, sempre a piedi, visto che gli autobus non erano mai puntuali e sempre pieni, e si rischiava di non fare ritorno in caserma in tempo.
Cosa facevamo in questa caserma, in attesa di andare al poligono? Niente, nulla di nulla, non ci volevano e non sapevano cosa farci fare.
Quindi noi da trasferire ai Distretti Militari di destinazione, inviati lì per il CAR avanzato, venivamo mandati dietro la caserma e ci dicevano di stare lì ad aspettare che passasse la giornata.
Un mese inutile, e che non passava mai, perché quando non hai nulla da fare il tempo non passa.
In questo mese, unica cosa positiva, stringemmo amicizia (che è rimasta fino ad oggi) con Fabrizio Poidomani e con Mauro Scaccianoce.

... domani continua ...

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