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Assicurazioni in agricoltura: lo scontento generale

Mi sono lamentato tante volte della inefficienza dei rimborsi assicurativi in agricoltura, non intesi come inefficienza delle assicurazioni, ma del "quantum" che viene erogato agli agricoltori in caso di danni atmosferici.
E non solo per ciò che riguarda i danni da grandine, ma anche tutti gli altri, quelli compresi nelle polizze "multi rischi".
A fronte di un miliardo e 650 milioni di euro messi in campo con l'apposita misura del PSRN, in realtà agli agricoltori di soldi ne arrivano ben pochi, e comunque non commisurati al danno economico/commerciale subito.
Sarebbe inutile ripetersi, ma è d'obbligo: quando avviene una grandinata, ad esempio, vero è che la percentuale del frutto danneggiato va espressa in base ai frutti colpiti ed anche alla intensità delle incisioni visibili sui frutti, ma vero è anche che quando avviene una grandinata, e parlo per qualunque coltura, il danno commerciale di quell'appezzamento è, purtroppo, pari al 100%, perchè quelle produzioni non vengono più raccolte da nessun operatore commerciale.
Oltre a ciò anche le piante subiscono un danno con lesioni gravi e gravissime sui rami, lesioni che causano anche una riduzione di produzione per l'anno successivo.
Ed il "vero" danno commerciale non viene mai ripagato con le polizze assicurative, tanto meno viene ripagata la riduzione di produzione dell'annata successiva.
E questa è storia vecchia, ma ancor oggi ricorrente.
La stipula delle polizze assicurative in agricoltura è solo un affare per le assicurazioni; ma questo, ovviamente, è un mio parere personale.

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