Passa ai contenuti principali

blog scuola 2°

Eccovi la seconda lezione scritta da Paolo Giglio. Prima di iniziare la seconda lezione – in forma sintetica - sui drenaggi,desidero fare una precisazione. Nel 1979 assieme al compianto collega dr.Pippo Micalizzio,nella qualità di dirigente tecnico dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura,fui invitato dalla Direzione Generale (dr.G.Pernice), alla stesura del primo prezziario Regionale nel settore dei drenaggi e degli impianti di irrigazione essendo esperto in irrigazione e drenaggio. Mancava fino a quel momento,per dette branche un documento serio e da utilizzare in forma univoca dai vari I.P.A. dell’isola. Prima di allora ogni Ispettorato Agrario,si era con difficoltà “ ingegnato “ a correggere gli elaborati dei tecnici,circa i materiali da utilizzare ed i prezzi da applicare e con grande difficoltà. Infatti, i valori ettariali dei costi delle opere progettate ed approvate, erano diversi tra le varie province agricole. Con l’introduzione nel prezziario delle voci drenaggi ed irrigazione si iniziò un corretto uso dei materiali da utilizzare e l’applicazione dei prezzi. Fu un lavoro complesso,che si concluse con la pubblicazione del primo prezziario inerente a queste opere. Per molti anni e con i successivi prezziari pubblicati,gli schemi delle voci sono state rispettate,seguendo grosso modo l’impostazione di origine. Ora, con il nuovissimo prezziario (2009) – ad una prima lettura - ,noto alcune “ devianze tecniche “, con errori ed omissioni : diametri cervellotici sulla sezione dei dreni,mancanza dei prezzi dei dreni nudi,scomparsa di materiali utili per la realizzazione di un impianto irriguo ad esempio sfiati e via discorrendo. Mi fermo e passo alla lezione.
Seconda Lezione
L’evento dei materiali plastici,ma soprattutto delle tubazioni corrugate e fessurate in PVC e PE (1960),in rotoli continui (m. 50 – 200),ha consentito di realizzare nella costruzione dell’impianto di drenaggio,un risparmio notevole di manodopera e di costo di acquisto. Nella scelta del materiale da impiegare è opportuno prestare alla qualità,che deve rispondere a precise normative,al numero dei fori per metro lineare,alla disposizione dei fori,al diametro dei tubi. I tubi in PVC/PE corrugato e fessurato,appositamente costruiti per le opere di drenaggio,sono disponibili nei diametri nominali 50,65,80,100,125,160,200 millimetri (vedi ditta AGROSTAR). I diametri superiori vengono adottati esclusivamente per applicazioni particolari e quali collettori di una rete di dreni più piccoli. La corrugazione,circolare od elicoidale conferisce al tubo una maggiore resistenza allo schiacciamento e favorisce la penetrazione dell’acqua nelle fessure. Tale forma costruttiva fa sì che il diametro interno del tubo sia, in genere,il 12 % inferiore di quello esterno. Ecco uno dei motivi dell’uso di diametri non inferiori a 50 mm. (est.50,5/int.44). Altri motivi,interramento interno per mancanza di pendenza,scarsa velocità dell’acqua,portate modeste,etc. Il funzionamento della rete drenante dipende strettamente sia dalla velocità con cui l’acqua in eccesso penetra nei tubi che dalla mancanza di intasamenti od ostruzioni di vario tipo. Il rivestimento dei tubi può risultare talora utile.I filtri più usati sono realizzati in fibra vegetale di cocco crespato oppure in materiali sintetici (poliammidi,poliesteri,poliuretani etc.). Gli scopi del rivestimento sono fondamentalmente due : - impedire o rallentare la penetrazione di particelle terrose (occlusioni granulometriche). - aumentare la permeabilità intorno o sopra il tubo (rivestimento drenante). La scelta della profondità media alla quale collocare i dreni dipende da un complesso di fattori : franco di bonifica desiderato,profondità libera da acque del cavo ricevente,tipo di terreno,presenza di salinità,interdistanza fra le linee drenanti,non essere raggiunti dagli organi lavoranti,etc.. In definitiva i dreni possono essere posati ad una profondità minima di almeno 70 centimetri Talvolta,la mancanza di una quota sufficiente costringe addirittura all’effettuazione di un “ drenaggio attivato “. In tali impianti l’acqua raccolta in una modesta vasca incassata in terra battuta della capacità di una decina di metri cubi,può essere sollevata e condotta all’esterno del perimetro drenato per mezzo di una apposita pompa (idrovora). Con la prossima lezione parleremo della pendenza,interasse e messa in opera.

Commenti

  1. Ringraziando il dott. Giglio per i suoi preziosi suggerimenti e naturalmente Corrado suggerisco di utilizzare come materiale drenante la semplice paglia (costo bassissimo) che si trasforma nel tempo in una massa torbosa e del pietrisco lavico (in dialetto "risagghia") da distribuire per uno spessore di circa 20 cm. Poi è importante anche chiudere i fori finali per evitare che topi od arvicole possano nidificare durante l'estate ed occludere il dreno.

    RispondiElimina
  2. Rispondo all'Anonimo.

    Ancora non ho finito.

    Devi avere un pò di pazienza ed arriveremo anche a questo.

    RispondiElimina
  3. Chiedo scuso al dottore Giglio; aspetto pazientemente gli altri consigli.

    RispondiElimina
  4. Buongiorno ai Dott. Vigo e Giglio e complimenti per l'idea di pubblicare in tre lezioni questo "Bignami", essenziale per realizzare un valido impianto di drenaggio.

    Però, e francamente la cosa mi sorprende non poco, il tutto nasce da "un'inesattezza" che tale non è.
    Difatti, mentre è corretto dire che il tubo dreno in Pvc esiste solo nei diametri elencati dal Dott. Giglio, altrettanto non lo è per quanto riguarda quelli in PE che vengono prodotti "solo" (per la fascia dimensionale presa in esame) nei diametri che il Dott. Vigo ritiene inesistenti: 63-75-90-110.

    Considerando che in Italia a produrre/importare tubo dreno in Pvc (di colore bianco o giallo) sono solo due aziende, mentre sono decine quelle che producono quello in PE (colore verde) e di certo questo è il prodotto a maggior diffusione, in particolare negli ultimi anni, credo proprio che stavolta a sbagliare non siano stati i tecnici della Regione ;-).

    Un cordiale saluto
    GG

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Acconto PAC 2019

Ci risiamo. E' già iniziato il conto alla rovescia per l'acconto PAC 2019. Arriva, non arriva, è l'importo giusto, non lo è. Insomma, ogni anno la stessa storia, e gli stessi commenti da parte dei lettori del blog. E per questo ho voluto scrivere questo post, per dare la possibilità di inserire commenti, che nei precedenti post sono diventati ormai troppi, e viene difficile anche scrivere.

Saldo PAC e saldo "bio" e la "patrimoniale a rate"

Ogni tanto una buona notizia: nei conti correnti degli agricoltori stanno arrivando i saldi del premio PAC 2019. Ma nei conti correnti degli agricoltori siciliani, poi, stanno arrivando pure i soldi del "bio". Controllate, quindi, i conti correnti, e li vedrete "arricchiti" di quanto vi spetta. Nota dolente, ahimè: da un lato si riceve, e dell'altro si dà. Giorno 16 dicembre, infatti c'è l'IMU da pagare, "la patrimoniale a rate" ... da pagare ogni anno ... una tassa calcolata su estimi catastali incoerenti ... e che a nessuno interessa rettificare, tanto meno ai Sindaci dei comuni ... che traggono da questa tassa patrimoniale il loro maggiore sostentamento ...

In attesa del saldo PAC 2018

I post del blog più letti e più commentati? Quelli del saldo PAC, ogni anno; da sempre. Eppure, nonostante le rassicurazioni di AGEA, ci sono moltissimi che continuano a scrivere che non hanno ricevuto nemmeno l'acconto di novembre. Entro il 30 giugno, però, AGEA deve completare i pagamenti.