martedì 30 settembre 2014

Siccità 2012 - 2014 - i dati

Prima di scrivere i dati pluviometrici ottenuti nei tre anni di siccità in essere, devo fare una premessa sui dati medi da prendersi in considerazione come raffronto.
Innanzi tutto la siccità non ha interessato le zone del Messinese, ma solo quella fascia di Sicilia orientale che va da Taormina e oltre Ragusa.


Le pluviometrie medie e i dati verificati sono esposti in questa tabella

Zona
pluviometria
media
pluviometria
2012
pluviometria
2013
pluviometria
2014
Catania
650
308
468
178
Giarre
750
480
502
199
Ramacca
500
275
250
262
Siracusa
540
310
270
158
Francofonte
580
335
380
226
Ragusa
480
210
270
386

La tabella “parla da sola”; in alcuni casi la quantità di acqua caduta con le piogge in tre anni è quella che sarebbe dovuta cadere in un solo anno, per cui il deficit idrico complessivo della zona in questione è elevatissimo.
A fronte della mancanza delle piogge si è intervenuto pesantemente con irrigazioni, da aprile e fino a novembre, con costi energetici di sollevamento elevatissimi, e con depauperamento insostenibile delle falde acquifere.
Interventi a "sostegno" ... zero ...
... domani continua ...

lunedì 29 settembre 2014

Siccità 2012 - 2014


Questa settimana vi "assillerò" sulla drammatica situazione venutasi a creare dopo tre anni di siccità nella Sicilia orientale, pubblicando dati, pubblicando email (o stralci) ricevute, e raccontando cosa succede a causa di ciò.

Una settimana per ricordare che è

Allarme siccità nella Sicilia orientale

Incidenti e prevenzione

In due giorni due incidenti gravissimi: il primo alla raffineria di Milazzo, il secondo durante una "gita familiare"a alle "Macalube" ad Aragona (AG).
Ecco che torna la parola "PREVENZIONE", e la prudenza, evidentemente, non è mai troppa, perchè allorquando avviene "l'incidente" il danno è fatto!
Sono molto contento, però, che la Protezione Civile Regionale ci ha invitato, parlo come Presidente della Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e Forestali della Sicilia, al confronto nella stesura della nuova Legge Regionale sulla Protezione Civile, ma sono altrettanto contento che a giorni firmerò, insieme al Dirigente Generale della Protezione Civile Regionale, l'ing. Calogero Foti, il Protocollo di Intesa fra la stessa Protezione Civile e la Federazione Regionale degli agronomi, protocollo che scaturisce da quello che il Conaf ha firmato a gennaio con il Prefetto Gabrielli.
La prevenzione ... non è mai troppa ...
E non appena il protocollo di intesa verrà firmato, così come non appena la Legge verrà promulgata, sarà mia cura renderli pubblici.



Reti di impresa

Giorno 3 ottobre 2014, alle ore 09.00 presso l'Hotel Villa Paradiso dell'Etna, a Viagrande, si terrà un convegno su "RETI DI IMPRESA STRUMENTO CONCRETO PER LO SVILUPPO DELLE PMI SICILIANE"
Questa la locandina.



domenica 28 settembre 2014

Olio E.V.O. IGP Sicilia

Ricevo e pubblico, sottolineando l'importanza dell'evento.
Io sarò presente per la Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e Forestali della Sicilia.
Qui trovate l'invito ed il disciplinare di produzione proposto, che va in pubblica audizione.

Riunione di pubblico accertamento sulla proposta di registrazione della denominazione: Olio Extra Vergine di Oliva IGP Sicilia

È questa l’importante occasione che si presenta per il settore olivicolo-oleario siciliano di valorizzare e, in molti casi, affermare o rinnovare la sua presenza sui mercati nazionali e internazionali mediante la denominazione SICILIA che secondo gli stessi operatori rappresenta un forte valore aggiunto per il prodotto di qualità dell’Isola.

Una proposta che si prefigge di accostare al collaudato sistema delle sei DOP siciliane, preservandone il ruolo, una denominazione che potrà sostenere maggiormente gli imprenditori impegnati costantemente a fronteggiare la concorrenza commerciale sul piano interno e internazionale.

Un riconoscimento che, se approvato, potrà dare anche ad alcune aree olivicole siciliane, tra le quali le province di Enna e Caltanissetta e parte di quella di Agrigento e di Palermo (in quest’ultima realtà per insufficienze nel disciplinare), la possibilità di commercializzare l’olio extra vergine di oliva con l’importante marchio d’origine, opportunità finora negata anche da una selettiva normativa europea.

Tutto ciò premesso, ci pregiamo di invitare la S.V. alla riunione di pubblico accertamento sulla proposta di riconoscimento dell'Olio Extra Vergine di Oliva IGP Sicilia indetta dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, d'intesa con il Comitato promotore e con l'Assessorato regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea che si terrà dalle ore 9.30 del 7 ottobre 2014 presso il Castello Utveggio, in via Padre Ennio Pintacuda n.1, Palermo.

Nel corso della riunione sarà presa in esame la proposta di disciplinare di produzione allo scopo di accertare se ci sono le basi per la registrazione della denominazione d’origine.




Incendi vari e siccità

Tre anni di siccità, sopportata in silenzio da tutti gli agricoltori.
Un'estate rovente, sopportata in silenzio.
E ... qualche giorno fa gli incendi; continuano un pò dovunque.
Queste foto sono relative alle contrade "Milisinni" (Catania) e della zona del fiume San Leonardo (Lentini).

Danni, danni, ed ancora danni ... tutto sopportato in silenzio ... forse anche troppo!




sabato 27 settembre 2014

Incendio raffineria Milazzo


Nella notte un incendio è divampato nella raffineria di Milazzo.
La foto l'ho prelevata da Twitter, come sempre uno dei social network più rapidi e funzionali.
L'incendio, leggo nei vari comunicati, è avvenuto nel serbatoio n. 513, che contiene la bellezza di 500.000 litri di benzina.
La Protezione Civile si è insediata al Comune per coordinare tutte le attività.
Sul posto un imponente spiegamento di vigili del fuoco di Milazzo, Messina e Catania.

Un incidente che ... fa riflettere su questi mega-insediamenti industriali che hanno deturpato le nostre bellissime coste, che hanno sì portato lavoro, ma che non hanno portato i benefici fiscali sui carburanti "alla pompa", come lo Statuto Siciliano prevede ...

Aggiornamenti in tempo reale su http://www.milazzoincomune.com/
Oppure cercate su Twitter #milazzo https://twitter.com/search?q=%23milazzo&src=typd




I nostri agrumi all'estero ...

Ricevo da un collega ...
Ciao Corrado,
mi trovo a Londra per lavoro e girando i vari posti trovo queste cose.
Nomi Siciliani in prodotti inglesi.
Fra l'altro noi in Sicilia non possiamo scrivere arancia rossa vicino a Sicilia perchè altrimenti possono comminarci delle multe.
Però tutti al di fuori della Sicilia lo fanno.
Che aggiungere ... #europadoveseichenontivedo


venerdì 26 settembre 2014

Citrus Black Spot e ... compagni ...

Le intercettazioni rilevate dai Sevizi Fitosanitari Europei hanno mostrato come il Citrus Black Spot "e compagni" sono continuati ad arrivare nell'Unione Europea, nonostante le assicurazioni dei paesi esportatori, quali Argentina, Brasile, Sudafrica, India e tanti altri.
Oggi, a riprova di quanto asserito sulle intercettazioni, e sulle quantità ritrovate, allego il link del sito internet dell'Unione Europea relativa alle intercettazioni ... andate a dare un'occhiata ... rimarrete sbalorditi ...

Evoluzione meteo

Le piogge preannunciate ieri sono state solo dei piovaschi sparsi, nulla di più.
Persiste lo stato di siccità nella Sicilia, e per i prossimi gironi non sono previste piogge.
Fra tre mesi è tre anni che piove ... poco, pochissimo ... l'allarme siccità continua ...

giovedì 25 settembre 2014

La Paulownia - 5°

Quali sono i "pro" di questa coltivazione per la produzione da legno?
- La velocità di accrescimento
- Il possibile utilizzo dei sottoprodotti per la produzione di energia, o l'utilizzo dell'intera massa legnosa, qualora venga utilizzato il clone "da biomassa"
- Il quantitativo di tonnellate/ettaro prodotte 60-100 tonnellate/ettaro

Ma in tutti questi "pro", però, non si tengono in conto alcune considerazioni generali:
- i prezzi indicati nei contratti di vendita, verranno rispettati nel tempo dalle società?
- se un agricoltore vuole, ad esempio, vendere la massa legnosa da sè ... a chi rivolgersi? Abbiamo impianti di biomassa in zona, tali da assorbire queste produzioni, o ... realizziamo dei boschi che, al pari degli eucaliptus impiantati negli anni '60-70, verranno poi abbandonati a sè stessi?

Certamente questa disamina fatta in cinque "puntate" non vuole essere negativa, ma una sorta di riflessione sugli investimenti da realizzare nelle proprie aziende agricole.
Capisco benissimo che il momento è difficilissimo e si cerca di diversificare, anche a causa dello'eccessivo (ed ingiustificato) strozzamento dei prezzi dei prodotti agricoli (al produttore) verso il basso, quasi all'azzeramento, ma queste coltivazioni "si sposano"; non siamo in presenza di colture erbacee o orticole, ma di colture arboree a lento rientro economico, e per lo più incerto.

E se a quanto fin qui scritto aggiungiamo che la produzione di energia elettrica da biomassa oggi gode ancora dell'incentivo al Kw prodotto, non dimentichiamoci che impianti di Mw di potenza hanno subìto la "batosta" dello spargimento degli incentivi da parte del Governo, ed oggi i business plan redatti solo qualche anno fa non hanno più senso!

Ribadisco che gli agricoltori che (giustamente) si approcciano a questa coltivazione devono fare bene i conti, devono fare molta attenzione ... ho già visto in trent'anni di attività professionale nascere e morire iniziative "mirabolanti" quali la soia, il girasole, il cotone, l'operazione "pesche/albicocche" di un ex Assessore Regionale, oggi il melograno ... non vorrei che questa venga ad essere annoverata fra qualche anno fra tutte queste "implementazioni agricole" da "prendi i soldi e scappa".

Resto convinto che la produzione legnosa, però, fatta nei dovuti modi ed in zone ben individuate, possa essere una soluzione alla nostra agricoltura a scarso reddito, e ritengo importantissima tale produzione per la produzione di calore, più che di energia elettrica, da potersi realizzare tramite piccole centrali a livello comunale, al fine di fare il "teleriscaldamento" che nei paesi nordici funziona egregiamente.

Quest'ultima soluzione farebbe abbattere i costi/pro-capite di riscaldamento invernale, i costi della bolletta energetica nazionale, riattiverebbe interi territori oggi abbandonati, potrebbe prevenire frane, smottamenti e disastri ambientali.

Insomma: facciamo attenzione alla introduzione di "miracoli agricoli", ma teniamo conto dapprima delle potenzialità di molte altre colture, anche per la produzione legnosa, poi non dimentichiamo i costi a cui si va incontro e ... per far ciò, mi fa piacere dirlo, ci sono in Sicilia la bellezza di oltre 3.100 fra dottori agronomi e dottori forestali ... da consultare!

mercoledì 24 settembre 2014

La Paulownia - 4°

Dopo la disamina dei costi fatta nei giorni scorsi, e prima di passare ai "pro", è da porre in evidenza altri quattro aspetti importanti della coltivazione di questa pianta da legno.
Innanzi tutto non essendo una pianta autoctona non sappiamo, ancor oggi, quali insetti polifagi, o "minatori" possano interessare le foglie o il fusto/tronco, e pertanto non possiamo ipotizzare alcuna lotta antiparassitaria nè per quanto riguarda i costi da sostenere ad ogni eventuale trattamento (ovviamente dipende dal principio attivo da utilizzare), nè per quanto riguarda la ripetizione degli stessi durante la coltivazione e l'accrescimento di queste piante. Quindi questo dato, almeno per oggi e per la nostra regione, è del tutto sconosciuto.

Altro aspetto importante scaturisce da una domanda: "che fine faranno le piante a ciclo esaurito".
E mi spiego meglio: non è che dopo il terzo taglio della massa legnosa la pianta muore, o cessa di ricacciare; dopo il terzo taglio, almeno per la produzione di legno da industria, non viene più presa in considerazione la produzione stessa, e(forse) solo per quella da biomassa.
E allora la domanda "che fine faranno le piante a ciclo esaurito" è d'obbligo.
Si dovrà provvedere alla loro eliminazione, a costi aziendali ovviamente, e con quali costi?
E le radici, che a detta di chi la introduce o ne ha già fatto la prova di coltivazione, sono assai fittonanti, sembrerebbe che si approfondiscono nel terreno per oltre 4-6 metri (ci devo credere?), come verranno tolte? A che costi?
E queste piante, così veloci a crescere e ripullulare, diverranno piante infestanti? Avremo una sorta di eucaliptus o di ailanthus "2.0"???

E ... terzo aspetto ... durante la fese produttiva dei tre cicli di taglio ... se le società che oggi forniscono le piante e redigono il contratto di acquisto ... fallissero?
Quale garanzia "a lungo termine" ha ogni singolo produttore?

E ... quarto aspetto ... se le superfici aziendali da destinare a questa coltura devono necessariamente essere "discrete", perchè non possiamo pensare di coltivare un  ettaro soltanto, e poi vederci raccolta la produzione (da legno da industria o da legno per biomassa), pensiamo che alle società che oggi propongono la coltivazione di questa pianta ... converrà spostarsi per produzioni ridotte?

Ovviamente l'introduzione di questa coltivazione va commisurata alle potenzialità del territorio, alla disponibilità degli imprenditori agricoli, ma anche e soprattutto al sistema di raccolta, concentrazione e trasporto delle masse legnose. Ed ovviamente ... se non si comincia ... non "si arriva" mai ...

... domani continua ...

Calo termico

Dopo il colpo di coda, speriamo che sia stato l'ultimo, dell'estate, ecco che le temperature vanno a ridimensionarsi, con un calo termico di almeno dieci gradi, calo termico che cominceremo ad avvertire da oggi.
Qualche piovasco nella sicilia orientale; piogge diffuse ed intense, invece nella sicilia occidentale.

La siccità 2012-214 non ce la scorderemo facilmente.
E la prossima settimana "speciale siccità" su questo blog.




martedì 23 settembre 2014

La Paulownia - 3°

Dopo il costo di impianto, per "portare avanti" questa coltivazione, si deve necessariamente "mettere mano" ancora una volta al portafoglio.
Infatti le spese colturali, relative alle lavorazioni del terreno, alla scerbatura, alle concimazioni, alle irrigazioni, al tagli delle foglie e dei rami basali, alle tasse (IMU compresa) si aggira intorno ai 1.500,00 - 2.000,00 euro/ettaro.
Come ho scritto ieri mattina, prima di poter effettuare un taglio che possa far rientrare dalle spese sostenute, ed avere un reddito, ecco che per ben cinque anni si devono sostenere i costi suddetti; moltiplicando la cifra di 1.500,00 euro/ettaro per cinque anni, si ottiene l'importo di 7.500,00 euro, che diventano 15.000,00 euro/ettaro sommati a quelli del costo dell'impianto .
Quindi: chi intende effettuare l'impianto di tale coltivazione, sappia che deve mettere in conto 15.000,00 euro/ettaro (almeno).

Dopo il primo taglio di legname, che le varie società quantificano in cifre mirabolanti (speriamo che sia vero), ecco che la pianta di Paulownia è pronta nuovamente a ricacciare, ed occorreranno latri tre anni per poter effettuare nuovamente un "taglio produttivo", ma nel frattempo, data l'eccessiva vigoria e la grande facilità di ricaccio nella parte basale, ecco che bisognerà effettuare nuovamente una serie di tagli tali da poter riportare allo stato di "monocaule" la pianta in crescita.
E così per ben tre cicli produttivi, le piante di Paulownia riescono a soddisfare le esigenze dei produttori.

... domani continua ...

Furto di tombini

Ho denunciato più volte il "furto di tutto", anche dei tombini stradali, che rendono pericoloso non solo il transito pedonale, ma anche quello motociclistico ed automobilistico.
Tutta la provincia è stata oggetto di furti di tombini.
Ieri un'altra segnalazione al quotidiano LA SICILIA.



lunedì 22 settembre 2014

La Paulownia - 2°

Durante la visita in campo effettuata la settimana scorsa a Montalto di Castro, abbiamo potuto ascoltare e constatare diverse cose.
Così oggi, e nei prossimi giorni esporrò "pregi e difetti" di questa coltivazione; una sorta di "prova su strada".
Innanzi tutto non mi piace che queste piante vengano commercializzate da poche aziende vivaistiche; e ciò ne fa lievitare il prezzo.
Alcune di esse, anzi la maggior parte, fanno un prezzo "chiavi in mano", che a mio parere è elevato; e ne distinguono gli importi se l'impianto da realizzarsi deve essere fatto esclusivamente per legna destinata alla biomassa, o legna destinata principalmente all'utilizzazione industriale, come la realizzazione di mobili, sedie, porte, ecc, lasciando per la biomassa solo la parte degli scarti.

Mi sembra eccessivo il prezzo che viene indicato dalle varie ditte che si propongono per la vendita delle piante: 3.500,00 euro/ettaro per l'impianto di piante per la produzione di biomassa, 5.000,00 euro/ettaro per quelle da destinazione più "nobile", ovvero per l'utilizzazione di tipo industriale.
Nel primo caso le piante costerebbero 6,00 euro/cadauna, nel secondo 8,00 euro/cadauna.
E siccome il sesto di impianto dovrebbe essere di m. 4,00 x 4,00, ecco che con 625 piante/ettaro il conto è presto fatto: 
- € 6,00 x 625= € 3.750,00
- € 8,00 x 625= € 5.000,00

Ma le stesse società, però, indicano in un sesto di m. 4,00 x 3,00, e cioè con 833 piante/ettaro, il possibile impianto per l'utilizzazione del legname esclusivamente per la biomassa, e quindi:
- € 6,00 x 833= € 4.998,00 (cioè 5.000,00)

Nel costo di impianto, però, che viene indicato, non viene messo esplicitamente il costo preparatorio per l'impianto, nè quello per l'impianto di irrigazione, e quindi ai 5.000,00 euro/ettaro dobbiamo necessariamente aggiungere almeno altri 2.000,00 - 2.500,00 euro/ettaro per tutti quei lavori preparatori, e cioè: movimento terra per livellamento superficiale del terreno, scasso, lavorazioni preimpianto, impianto stesso delle piante (che costa all'incirca 1,50 euro/pianta), impianto di irrigazione (almeno altri 3,50 euro/pianta).

Insomma: chi volesse prendere in considerazione l'impianto di tale coltivazione deve "mettersi in mano" almeno 7.000,00 - 7.500,00 euro/ettaro.

Dopodiché ... per almeno cinque (5) anni "non si vede un centesimo" ... ma di questo ne parlo domani ...

Evoluzione meteo

Una importante perturbazione di origine africana si dirige verso la zona centrale del mediterraneo.
La nostra regione non verrà interessata, se non in parte, e per di più nella zona occidentale.
La zona orientale rimarrà, se non per qualche isolato temporale, "all'asciutto" ancora per giorni e giorni.
Eppure l'autunno, quello del calendario, è arrivato ieri, e le temperature, invece, sono state quelle previste: fra i 37 ed i 39 gradi.



Meteogramma su Catania


Previsioni su Catania a dieci giorni

domenica 21 settembre 2014

La Paulownia

Ecco la Paulownia, la pianta a rapido accrescimento che alcune società stanno tentando di introdurre in Italia, ma anche nel resto d'Europa.
Velocità di accrescimento, e massa legnosa sarebbero le due armi vincenti di questa pianta, che potrebbe, dico potrebbe (e vedremo perchè) soppiantare molte colture non più redditizie.
In un mondo sempre più bisognoso di energia, ed in un mondo sempre più "schiavo" di alcuni paesi produttori di petrolio e di gas, affrancarsi con metodologie diverse per la produzione di energia è sempre una cosa buona.

Abbiamo assistito alla nascita di parchi fotovoltaici, cassati del tutto dalle norme regionali, parchi che nascevano come i funghi, ma che avrebbero potuto, invece, essere dislocati in zone marginali, in terreni poco produttivi, o avrebbero potuto affrancare le aziende agricole di una buona parte dei costi energetici che sopportano annualmente.

Abbiamo assistito alla nascita dei parchi eolici, di grande impatto, ma di grande efficienza energetica; anch'essi bloccati ed osteggiati, non solo per l'impatto ambientale, ma perchè spesso sono sorte contestazioni sull'effettiva utilità. Eppure nel resto del mondo esistono e funzionano senza problemi.
Ho più volte sollevato la questione del costo del riscaldamento invernale delle case, riscaldamento per la maggior parte delle volte effettuato con caldaie e metano, GPL, o gasolio; questo riscaldamento potrebbe avvenire con caldaie a combustione di sansa di olive, o ancor meglio con la combustione di cippato, realizzato con i sottoprodotti della lavorazione del legname; e spesso ho portato l'esempio delle zone del nord Italia, che si scaldano anche con questo metodo. 
Altro modo per produrre riscaldamento nelle case il "teleriscaldamento", ovvero la combustione di legname appositamente prodotto, o la combustione di sottoprodotti e scarti della lavorazione del legname in centrali che smistano il calore prodotto attraverso una rete sotterranea, e la consegnano alle case attraverso uno scambiatore di calore.
Dopo questa "carrellata" esemplificativa, ecco che arriva la Paulownia, che promette (almeno parrebbe) la produzione di massa legnosa in brevissimo tempo.

... continua domani ...